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Massanzago: in preghiera per l'unità dei cristiani

Nella chiesa di Sant’Alessandro si è tenuto l’ormai consueto appuntamento di preghiera ecumenica a cui hanno partecipato appartenenti alle comunità cattoliche e ortodosse delle parrocchie di Camposampiero, Massanzago, Loreggia, Zeminiana.

Massanzago: in preghiera per l'unità dei cristiani

La sera di venerdì 20 gennaio, nella chiesa di Sant’Alessandro a Massanzago si è tenuto l’ormai consueto appuntamento di preghiera ecumenica a cui hanno partecipato appartenenti alle comunità cattoliche e ortodosse delle parrocchie di Camposampiero, Massanzago, Loreggia, Zeminiana, insieme ai Parroci e a p. Valentino Maragno, dei Santuari Antoniani.

 Quest’anno, l’incarico di redigere il testo del materiale per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristia

ni 2017 è stato affidato dal Consiglio delle chiese in Germania su invito del Consiglio ecumenico delle chiese,  nel contesto dell’ anniversario dei 500 anni dalla Riforma di Lutero.

È stata, infine, l’esortazione apostolica di papa Francesco Evangelii Gaudium (La gioia del vangelo) che ha suggerito il tema per quest’anno con la citazione, al paragrafo n.9, “L’amore di Cristo ci spinge” : “L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione” (cfr. 2 Cor 5, 14-20).

“La celebrazione del mezzo millennio della Riforma – come si può leggere nella pagina “Finestra Ecumenica” della Comunità di Bose -  è ambivalente: se nel protestantesimo vi può essere il rischio di atteggiamenti (più o meno polemici) di auto-soddisfazione, da parte cattolica non si può pensare di celebrare l’inizio di uno scisma.

Per le chiese quest’anno può allora essere l’occasione per ricordare insieme un evento le cui istanze di purificazione rimangono tuttora attuali e cercare congiuntamente di attuarle”.

Ed è con questo spirito che cattolici, ortodossi, idealmente uniti con i cristiani evangelici/luterani, hanno pregato insieme guardando non tanto a “quello che ci divide, ma a ciò che ci unisce”: a Gesù che dalla Croce guarda tutti con  il suo Amore, senza misura e senza condizioni,  che con pazienza e tenerezza veramente ci “spinge verso la riconciliazione”, come ha sottolineato don Germino Zamprogna durante l’omelia.

Ed è stata proprio la trasformazione di un “muro” costruito con mattoni simbolici che evidenziavano tutte le forme che il peccato assume per dividerci gli uni dagli altri, nella Croce di Gesù,  il momento più significativo della serata. Ogni “mattone” era segnato da parole come, Odio e Disprezzo, False Accuse, Guerre di religione ecc.  È bastato girare i mattoni, scomporre il muro e ne è nata la Croce e quelle parole si sono trasformate in Rispetto, Verità, Pace.

Ecco il miracolo che siamo chiamati a chiedere: girarci verso la Croce per imparare come guardarci tra di noi. La Corale di Massanzago e il Coro dei Cantori ortodossi hanno arricchito la riflessione e la preghiera. Infine la serata si è conclusa con un rinfresco che certamente ha contribuito a mantenere un clima di condivisione e serenità per tutti. (Anna Scantamburlo)

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