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Tombolo: una sala polivalente per la comunità

Realizzata in poco meno di un anno e mezzo, può ospitare fino a 200 persone, è dotata di tutte le attrezzature di supporto audio e video, dei servizi adiacenti. Un’opera portata a termine grazie alla generosità di Ennio e Lina Doris. Domenica scorsa l’inaugurazione con il vicario generale.

Tombolo: una sala polivalente per la comunità

La comunità di Tombolo si è vestita a festa per partecipare all’inaugurazione, domenica scorsa, della nuova sala polivalente parrocchiale, costruita ex novo dietro alla struttura del Patronato. Realizzata in poco meno di un anno e mezzo, può ospitare fino a 200 persone, è dotata di tutte le attrezzature di supporto audio e video, dei servizi adiacenti. Ci si accede da un ampio portico dove è collocata una statua della Madonna di Knock e si alza, bellissima, una pianta di ulivo secolare, entrambi doni di parrocchiani. All’ingresso una targa ricorda che questo sogno per la comunità di Tombolo è stato possibile grazie alla generosità di Ennio e Lina Doris, insieme ai loro figli.
“Mancava una struttura adatta ad accogliere le iniziative di oggi – ha spiegato brevemente il parroco don Bruno Cavarzan, durante il momento ufficiale dell’inaugurazione -. In tanti ci hanno messo passione e determinazione per poterla portare a termine. Oggi festeggiamo per un’opera bella ed utile e lavoriamo tutti i giorni perché anche il nostro cuore lo possa sempre più diventare”.
“La vedova nel tempio ha dato tutto ciò che aveva – ha ricordato Ennio Doris -, io del superfluo. E se è vero che la carità autentica è quella per cui non sa la destra cosa fa la sinistra, spero e prego perché la via stretta, la cruna dell’ago, per cui dobbiamo passare, non si chiuda del tutto. In tempi in cui i valori cristiani stanno scomparendo, credo sia utile aggrapparci a segni autentici, veri, come quella bambina che offre per il restauro della chiesa di Tombolo tutto quello che c’è nel suo salvadanaio, o come coloro che ogni giorno con dedizione si fanno prossimi agli altri”.
“Prima abbiamo celebrato l’eucarestia, ora siamo qui per l’inaugurazione – ha invece detto mons. Adriano Cevolotto che ha presieduto la santa messa -. Ecco il significato giusto per questo luogo: quello della continuità. La comunità cristiana attinge dal Vangelo e da Gesù la propria forza, che poi esprime attraverso le tante e belle iniziative di cui sa farsi promotrice”. Nell’uno e nell’altro ambiente si dà concretezza al messaggio evangelico, perché possa incontrare il cuore di ogni uomo e di ogni donna.
“Per realizzare un’opera serve sempre chi ci crede e porta avanti il progetto – ha ricordato il sindaco Cristian Andretta -. La differenza tra costo e risorsa dipende sempre da quanto si riesce a valorizzare la struttura, il servizio, l’attività messa in campo. Fanno meno rumore le azioni buone, ma sono convinto che stiamo tutti lavorando per far crescere questo paese e la comunità”.
La sala polivalente inaugurata domenica ha già cominciato ad essere utilizzata per le iniziative della parrocchia, gli incontri di formazione, gli appuntamenti per i giovani, qualche festa. “Tanto più avremo centrato l’obiettivo, quando più sapremo, anche grazie a questi ambienti, affrontare le sfide importanti che oggi viviamo".

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