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Tutto il territorio unito nella difesa dell'ospedale di Camposampiero

Sabato scorso partecipata manifestazione davanti al nosocomio. L’iniziativa è stata dei sindaci che fanno parte della Federazione dei Comuni del Camposampierese, ma ha coinvolto associazioni e cittadini. Forte l’appello per valorizzare Terapia neonatale intensiva, fiore all’occhiello della struttura.

Tutto il territorio unito nella difesa dell'ospedale di Camposampiero

Una manifestazione corale, senza bandiere politiche ma con la forte adesione di tutti i sindaci del Camposampierese, accompagnati da numerose persone. E’ quella che si è svolta nella mattinata di sabato 29 settembre in difesa dell’ospedale di Camposampiero e, in particolare, in difesa della Terapia neonatale intensiva, fiore all’occhiello del nosocomio.
Come detto, la manifestazione è stata promossa dagli undici Comuni del Camposampierese, ai quali si sono aggiunti Vigonza e Montegrotto. Ma sarebbe meglio dire che si è trattato di una forte presa di posizione di tutto il territorio, di associazioni e cittadini.
Grandissima, infatti, la partecipazione che ha visto l’arrivo di centinaia di persone che si sono radunate davanti all’ingresso sud dell’Ospedale e hanno testimoniato il grande valore delle professionalità e dei servizi sanitari presenti nell’ospedale, non nascondendo la preoccupazione per i segnali di crisi e di difficoltà.
Spicca l’emergenza Terapia intensiva neonatale, dove alcuni pediatri e lo stesso primario hanno rasssegnato le dimissioni. Una situazione che mette a rischio una realtà presente da anni in Pediatria a Camposampiero. Nel reparto si trattano bambini critici e neonati al di sotto di qualsiasi età gestazionale, anche piccoli che pesano intorno ai 500 grammi.Terapia intensiva neonatale (Tin) è stata rinnovata nelle strutture nel 2016, con un milione e 200mila euro di investimenti. A inaugurarla era venuto il presidente della Regione Luca Zaia.
Tra i cittadini più attivi, so distingue un gruppo di mamme, guidato dalla bellunese Elisa Manfroi. La sua petizione online, intitolata “Per i bambini per il futuro”, rivolta al presidente Zaia, ha già raggiunto 12mila firme. La Manfroi è venuta alla manifestazione con il marito e il suo bambino e la sua testimonianza è stata particolarmente sentita, tra i vari interventi, perché ha parlato dei tanti bambini, con il loro nome e il loro peso alla nascita, “salvati” dalla struttura dell’ospedale camposampierese.
La battaglia del territorio trova il suo prolungamento sui social, attraverso la pagina facebook “Diamo una piccola mano alla Tin di Camposampiero”, anch’essa curata soprattutto dalle mamme.
Affermano i sindaci nel comunicato distribuito durante la manifestazione: “La criticità di personale che sta vivendo la Pediatria di Camposampiero va risolta e subito. E’ questa la richiesta che abbiamo rivolto al Direttore generale. Servono garanzie e tempi rapidissimi nell’integrazione dei posti necessari all’attività di un reparto che non è una semplice Pediatria, ma un Centro regionale per il neonato critico che dispone di spazi, tecnologie e di professionalità che vanno salvaguardate”.
Aggiungono i primi cittadini: “Oggi, però, riteniamo sia giunto il tempo di far luce su questo e altri temi che riguardano il nostro ospedale. Siamo al fianco dei medici, degli operatori, sappiamo che lavorano in una situazione critica e con carenza di risorse di organico”.
Più in dettaglio, ci spiega la sindaca di Camposampiero, Katia Maccarrone: “Ci rivolgiamo alla Regione perché confermi la programmazione della Terapia intensiva neonatale, nel rispetto della lunga esperienza del nostro ospedale nel trattamento dei bambini prematuri. Siamo e vogliamo restare punto di riferimento per tante mamme e papà che hanno bisogno di cure particolari per i loro piccoli. Non va disgregato un patrimonio così prezioso e difficilmente ricostruibile. Qui si viene a partorire dal veneziano, dal trevigiano, da Padova.  Chiediamo anche siano preservati e valorizzati altri servizi e reparti importanti. Evidenziamo anche il percorso del trattamento delle donne colpite da tumore al seno, una specialità che si distingue in modo particolare nel nostro ospedale. Le donne vengono seguite in modo complessivo dall’intervento di rimozione a quello contestuale di ricostruzione del seno, con particolare attenzione anche agli aspetti psicologici. Qui sono stati donati i primi caschetti per le donne sottoposte a chemioterapia, che evitano la caduta dei capelli. Chiediamo venga riconosciuta la titolarità della Breast Unit, cioè la specializzazione nella senologia”.

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