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A Catena di Villorba la prima messa di don Carlo Breda

Dopo l'ordinazione, avvenuta sabato 7 maggio, il sacerdote è tornato nella comunità di origine per la sua prima celebrazione. Sempre "viandante in cammino"

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A Catena di Villorba la prima messa di don Carlo Breda

“Ci sentiamo accolti dal tuo sorriso mite e forte, come quello dell’Agnello che hai scelto di diventare”. Così i parrocchiani di Catena di Villorba hanno salutato don Carlo Breda, che ha celebrato domenica scorsa la sua prima messa, il giorno successivo all’ordinazione sacerdotale. Una festa attesa per la comunità, che è accorsa numerosa alla celebrazione presieduta dal nuovo sacerdote.
Nel lungo cammino - 16 anni - iniziato in quinta elementare dopo aver ospitato un seminarista a casa sua nell’ambito dell’iniziativa Siloe, Carlo ha mantenuto un legame forte, oltre che con la famiglia, anche con la comunità d’origine, in particolare con gli scout. Ma i primi che ha voluto ringraziare, in un lungo e intenso elenco, sono stati i nonni, gli anziani della comunità, per la capacità di trasmettere la fede.

Ma la festa è stata anche dell’intera Chiesa diocesana, delle comunità di Scorzè e Castello di Godego, rispettivamente precedente e attuale luogo di servizio pastorale, dei molti sacerdoti che hanno concelebrato. Tra questi, don Stefano Didonè, direttore dello Studio teologico interdiocesano, che ha tenuto l’omelia su richiesta di don Carlo, il parroco di Catena don Marco Carletto, il precedente parroco don Mariano Zanesco. C’era anche don Amos Patarini, ordinato diacono nella stessa celebrazione del giorno prima, in cattedrale. Nel corso dell’omelia, don Stefano ha fatto riferimento alle letture della “Domenica del Buon pastore”, che contengono “molti richiami alla vita del prete”. E, rivolgendosi a don Carlo, ha aggiunto: “Ti metti in gioco con tutto te stesso, nella tua autenticità, qui non siamo in una fiction televisiva”. Un percorso, “bello, impegnativo, sfidante”, dentro al quale risuona la domanda che poneva il compianto rettore don Pierluigi Guidolin: “Tu sei felice?”. Don Didonè ha invitato a “rimanere” in Cristo, il “Buon pastore” riconoscibile per il timbro della sua voce, e al tempo stesso ad “andare”: “Da buono scout porta con te ciò che è essenziale: il pane, l’acqua, la mappa del percorso. Troverai viandanti assetati e affamati, usa l’intelligenza anche nel fare la carità, per continuare «ad ardere, e non a bruciarsi». Non smarrire la mappa, la Parola di Dio. Resta sempre un viandante in cammino”.

Emozionato anche il parroco, don Marco Carletto, che nel suo saluto, dopo la comunione, ha ricordato il cammino di Carlo, fin da quando venne emozionato a manifestargli il desiderio di entrare in Seminario: “Ci hai regalato vivacità e profondità del cammino. Hai mantenuto relazioni con tutti nella comunità parrocchiale. Per noi sei un dono prezioso, come giovane, come amico e come prete”. La parrocchia ha regalato al nuovo sacerdote la casula, “perché tu possa trasmettere la gioia in ogni celebrazione”. “Solo una parola: grazie”, ha risposto don Carlo, prima del momento conviviale che ha fatto seguito alla celebrazione.

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