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A Ponzano 148 tracce di santità raccolte in un libro

Per cinque anni gli autori, coordinati da Laura Gracis, hanno raccolto documenti e testimonianze locali, fino a farne un bel volume che è stato presentato alla Casa dei Mezzadri.

Parole chiave: capitelli (2), relligiosità (1), religiosità popolare (2), devozione (2), ponzano (37)
A Ponzano 148 tracce di santità raccolte in un libro

Le testimonianze di devozione popolare costellano il nostro territorio da secoli. Capitelli, edicole, icone, oratori, alberi sacri dedicati ai santi ricordano ogni giorno all’essere umano da dove proviene e dove è egli è diretto. Collocati spesso ai crocevia o lungo le strade attirano la sua attenzione, quasi a ricordargli che in tanta corsa affannata c’è posto anche per qualcosa di più profondo e divino. Se ne sono occupati alcuni studiosi di Ponzano Veneto che, per cinque anni hanno raccolto documenti e testimonianze locali, fino a farne un bel libro che è stato presentato alla Casa dei Mezzadri di Paderno di Ponzano lo scorso sabato, con accompagnamento musicale del prezioso coro gregoriano “Psallite Domino gloriose”, diretto da Sergio Ramon.
“Tracce di Dio nel paesaggio dell’uomo. Testimonianze di devozione popolare a Ponzano”, coordinato dalla professoressa Laura Gracis, è un lavoro importante, un censimento che consegna al futuro un passato da riscoprire nella semplicità della devozione popolare. “Con questi segni di fede – ha raccontato la Gracis – si chiede pace, aiuto per educare i propri figli o per ringraziare per la guarigione di una persona cara o per ricordarla. Sono ovunque intorno a noi e questo libro, il cui libero ricavato andrà devoluto al progetto ‘Le nostre mani per Katoma’, intende documentarli e trasmetterne la presenza. Il libro sarà disponibile nelle parrocchie e in biblioteca”.
Si tratta per altro di pratiche ancor oggi molto vive, come testimonia la recente costruzione del capitello alla Madonna del Bersagliere, eretto dall’Associazione Bersaglieri ponzanese: “Stiamo costruendo il nostro futuro anche con le tradizioni – ha commentato don Alessandro Dal Ben, parroco di Merlengo –. Si possono definire testimonianze di una religiosità ‘minore’, ma non meno importante, soprattutto per l’aggregazione e la condivisione. Grazie a essi possiamo proprio dire che ‘Paderno, Marlengo e Ponsan i ze tre paesi che se tien par man’!”.
Il culto dei santi è antichissimo. Dapprima vengono venerati i martiri, come S. Policarpo di Smirne (155 d.C.), discepolo di S. Giovanni. Poi si ricordano gli apostoli e i confessores cioè coloro che professano la fede tra grandi difficoltà, i vescovi come S. Martino e gli asceti. E’ giusto però il culto dei santi? La lode non dovrebbe andare solo a Dio? “Essi sono un esempio di vita che ci invita a rendere gloria a Dio – ha spiegato don Antonio Guidolin, parroco di Selvana –. Possiamo studiare e ristudiare il Vangelo, ma quando lo vediamo vissuto da qualcuno ci arriva al cuore. Guardare ai santi come esempi di vita non vuol dire fare la strada del santo, ma ascoltare il suo messaggio che dice: quello che ho fatto, lo puoi fare anche tu per quello che sei. Essi sono gli intercessori tra Dio e noi”. Tra i santi censiti nel Comune di Ponzano, 80 immagini su 148 sono dedicate alla Madonna, la Madre che accoglie e ascolta, come Immacolata e come Madonna di Lourdes. Sei capitelli sono stati costruiti alla Madonna di Medjugorje, anche se non è ancora riconosciuta. Trenta immagini onorano S. Antonio da Padova e cinque immagini Padre Pio.
Paola Fantin

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