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A Quinto la tradizione dei presepi cementa la comunità

Con la Pro loco è tornato il concorso nelle famiglie. Quaranta le opere partecipanti votate da una giuria selezionata che è stata rappresentata durante la cerimonia di premiazione dal professor Eugenio Manzato

A Quinto la tradizione dei presepi cementa la comunità

Un’iniziativa che in paese non si rinnovava da tempo. E che il Covid, viceversa, è riuscito in un qualche modo a stimolare e rinnovare. Si è concluso con le premiazioni, avvenute nella chiesa di San Giorgio, a margine della celebrazione delle 10.30 nel giorno dell’Epifania, il concorso presepi “Natale a Quinto”. Promossa dalla Pro loco di Quinto di Treviso, in collaborazione con le parrocchie di Quinto e Santa Cristina e il patrocinio del Comune, la manifestazione ha visto la partecipazione di ben 40 iscritti complessivi, perlopiù famiglie. Una gioia per la Pro loco, che si è fatta carico dell’organizzazione a molto tempo dall’ultima iniziativa simile in paese: i primi concorsi, infatti, risalivano già agli anni ‘60-’70 e successivamente sono stati fatti propri da più associazioni e gruppi parrocchiali, in particolare dal gruppo chierichetti. Da qualche anno, tuttavia, l’iniziativa si era interrotta.

Quest’anno, pur nelle limitazioni dovute alla pandemia, e allo stesso tempo come occasione per unire la comunità in un periodo complesso, il concorso ha ripreso forma. Purtroppo con la sola possibilità di ammirare le 40 opere partecipanti tramite fotografia. Prevedendo le votazioni di una giuria selezionata - rappresentata alla cerimonia di premiazione dal professor Eugenio Manzato - e tre categorie principali, quella dedicata al presepe tradizionale (primo premio alla famiglia di Claudio Maronese con il presepe dal titolo “L’anno che verrà”), creativo (primo premio al “Presepe in scala” di Luigi Franchetto) e social (primo premio a “Natività sul Sile” di Luigino Tosatto), il concorso ha riconosciuto a tutti gli iscritti un attestato e un dono offerto dalle Botteghe di Quinto e da altre realtà locali. A tutti, in ogni caso, è andato il grazie del presidente della Pro loco Mauro Belloni, che ha auspicato in future collaborazioni come quelle messe in campo per il concorso.

Nel ringraziare la Pro loco per l’organizzazione il parroco don Stefano Bressan, nel suo intervento di benvenuto, ha anche ricordato come il “presepe sia un segno che ci aiuta a concretizzare la Parola” augurando quindi a “ciascuno di poter entrare nella realtà della nascita del figlio di Dio ogni giorno, nella quotidianità delle nostre vite”. Un auspicio che la comunità parrocchiale di Quinto prova a fare proprio anche attraverso gli stimoli che giungono dal progetto “Natività nei nostri luoghi”.

Ogni anno, in occasione del Natale, un gruppo di volontari allestisce infatti nella chiesa di San Giorgio un presepe diverso, ambientato in luoghi simbolo di Quinto. Per il recente Natale, riscontrando moltissimi apprezzamenti, e riuscendo nel significativo sforzo nonostante lo spazio ridotto (l’abside del Battistero anziché l’altare laterale dedicato alla Madonna di Lourdes, per garantire più posti a sedere in chiesa) la scelta è andata sulla piazza del paese dei primi del ‘900, che in una perfetta riproduzione ha ospitato la Sacra famiglia a due passi dal Sile, con lo sfondo del municipio - quando ospitava le scuole maschili e femminili - e della storica locanda Righetto-Al cacciatore. Ora, a tempo di Natale concluso, questi sentimenti siano comunque rinnovati, con speranza, fiducia ma pure azioni. Per far nascere “nella città in cui viviamo”, come auguravano i sacerdoti ai parrocchiani in occasione del Natale, “luoghi di fraternità, di accoglienza e di amore, dato e ricevuto”.

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