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Quinto: si alzano i droni di Aertre

Da qualche settimana avviata a Quinto di Treviso un'attività di monitoraggio di Save-Aertre, gestore dell'aeroporto Canova, per monitorare gli effetti nel territorio del cosiddetto "vortex strike", ovvero il "colpo del vortice" generato dal passaggio degli aerei sulla fascia di atterraggio. Il Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto, chiede sia "posta doverosa attenzione alle ripercussioni derivanti dall'inquinamento ambientale". 

I droni di Aertre

Gli episodi erano stati parecchi: coppi a terra subito dopo il passaggio degli aerei in atterraggio, con i relativi rischi del caso. Un fenomeno definito con il nome di “vortex strike” (letteralmente “colpo del vortice”) e che, nei diversi passaggi ministeriali che hanno segnato il futuro dell’aeroporto Canova (ed il relativo piano di sviluppo al 2030), era stato inserito per iscritto nelle attività da monitorare. In che modo? Seguendo quanto stabilito da una delle oltre 15 prescrizioni a cui lo scalo e il suo gestore Save-Aertre, è chiamato a ottemperare.

Così, nelle scorse settimane, è stata avviata una prima attività relativa al “vortex strike”. Dal piazzale del laghetto Ex Biasuzzi è stato alzato un drone con l’obiettivo di andare “a verificare lo stato dei tetti di abitazioni e fabbricati potenzialmente soggetti al fenomeno del vortex strike, vortici d’aria determinati in particolari condizioni dagli aeromobili”, si legge in una nota di Save-Aertre. Di fatto il punto di partenza, una vera e propria fotografia dall’alto delle abitazioni inserite nella fascia di atterraggio, per poi intervenire direttamente su tetti e coperture delle case, con interventi di ripristino e messa in sicurezza. Si parla di un centinaio di abitazioni, comprese tra le via XI Febbraio, Capitello, Contea (qui insiste anche la scuola dell’infanzia parrocchiale, che a ora non risulta inserita nel monitoraggio, forse perché oggetto di altra prescrizione legata al potenziale spostamento), Costamala, Monte Bianco, Monte Rosa e piazzale Alpini, i cui residenti dovranno compilare apposita modulistica messa a disposizione da parte del Comune di Quinto. Non sono mancati, in questi giorni, i mugugni dei cittadini, magari confinanti o distanti pochissimi metri, esclusi dal monitoraggio, poiché la propria abitazione non rientra nella cosiddetta linea di atterraggio ufficiale prevista dalle procedure aeroportuali.

Nel frattempo il Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto Canova, supportato da Italia Nostra e Legambiente, ha fatto sapere di aver inoltrato le proprie “osservazioni al Rapporto preliminare ambientale del Piano nazionale degli aeroporti - edizione 2022 presentato recentemente da Enac e finalizzato all’avvio della procedura di Valutazione di impatto ambientale degli aeroporti italiani, tra cui quello di Treviso”. Dal comitato si chiede che “venga posta doverosa attenzione alle ripercussioni derivanti dall’inquinamento ambientale provocato dalle movimentazioni aeronautiche considerando, come specificatamente nella realtà aeroportuale trevigiana, le stesse vengono esercitate in ravvicinato contatto con centri densamente abitati e risultano per questo interferenti sulla vivibilità, salute e sicurezza per i residenti”.

(Alessandro Bozzi Valenti)

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