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Il giorno più lungo di Terralta

Domenica 9 marzo a Villorba e Povegliano si vota per la fusione. Il dibattito sui social network.

Parole chiave: fusione (7), fusioni comuni. terralta (1), enti locali (77), villorba (75), povegliano (18)
Il municipio di Povegliano

Dopo la bocciatura di Lia Piave (la fusione tra Ormelle e San Polo di Piave), tocca a Terralta Veneta. Questo il nome del nuovo comune, che nascerà dalla fusione di Villorba e Povegliano, sulla quale i cittadini sono chiamati ad esprimersi domenica 9 marzo, dopo il via libera dei rispettivi Consigli comunali e del Consiglio regionale. I risultati del referendum saranno noti già in serata.
La fusione è stata appoggiata con forza dai due sindaci, Marco Serena e Sergio Zappalorto di Povegliano, ma l’iniziale entusiasmo sembra essersi via via sopito anche tra la popolazione. Gli stessi partiti, a partire dalla Lega Nord e dal Pd, hanno al loro interno posizioni diversificate. E l’esito del referendum su Lia Piave ha reso tutti più guardinghi.
Il comitato per il Sì, in un opuscolo informativo, spiega che quella della fusione è una scelta coerente con il cammino fatto dai sue comuni negli ultimi dieci anni; dalla gestione convenzionata di casa Marani alla creazione dell’Istituto comprensivo scolastico, da un unico ufficio di polizia locale alla gestione coordinata di numerose funzioni comunali. Secondo i promotori resteranno aperte entrambe le sedi municipali e le biblioteche e ci saranno vantaggi per i servizi (trasporto pubblico in particolare) e risparmi nella gestione della pubblica amministrazione. Sempre secondo i promotori, il debito pro capite dei due comuni è molto vicino (670 euro per Villorba, 740 per Povegliano), contrariamente a quanto si è registrato per Ormelle e San Polo. Infine, il comitato del Sì fa notare che all’uscita dai seggi ci sarà un formale rilevamento sul gradimento del nuovo nome del comune. Tre le ipotesi ancora in campo: Terralta Veneta, Villa Pieve, Villorba Povegliano. Il comitato per il Sì ha creato il gruppo facebook “Fusione Villorba Povegliano”. “Io non sono di Terralta Veneta” è invece il gruppo Facebook dove invece si riportano le ragioni del no. La fusione viene vista come un’operazione politica di corto respiro. Dall’esterno, guardano con favore alla fusione Unindustria Treviso e le maggiori organizzazioni sindacali.

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