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In mostra a Carità cento foto del dopoguerra italiano

In villa Giovannina un'interessante rassegna mette insieme le opere di importanti maestri e ci fa rivivere il "risveglio" della società italiana, espresso attraverso nuove esperienze culturali

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In mostra a Carità cento foto del dopoguerra italiano

Cento opere di altrettanti grandi e celebri fotografi. In tal modo, l’eterogeneo percorso della fotografia italiana verso la modernità si coniuga allo sviluppo della società italiana. E’ quanto mai originale la retrospettiva “Il Grande risveglio, la fotografia italiana dal secondo dopoguerra agli anni 80”, inaugurata lo scorso 21 settembre e visitabile fino al prossimo 17 ottobre a Carità di Villorba, nella barchessa di villa Giovannina.
La mostra è suddivisa in 6 sezioni: Dalle macerie al Miracolo economico: Neorealismo e Paparazzi; Critiche alla società di massa: Mec-Art e Poesia visiva; Fotografia concettuale; Azione politica e Fotografia militante; Corpi e identità; La riscoperta del paesaggio. Viaggio in Italia e dintorni. Vi appaiono opere di maestri quali Mario Giacomelli, Mario De Biasi, Giuseppe Cavalli, Nino Migliori, Ugo Mulas, Paolo Monti, Piergiorgio Branzi e Ferdinando Scianna.

La fine della Seconda guerra mondiale apre le porte a nuove esperienze culturali e artistiche che mirano a recuperare una genuina e popolare identità nazionale di un Paese che il fascismo aveva invece uniformato forzatamente. E così, i fotografi visitano i posti - anche i più remoti - del Bel Paese per un racconto del reale in grado di riportare in luce le diverse facce di un’Italia derelitta ma laboriosa, variegata ma unita dalla stessa volontà di riscossa. Una fotografia “democratica”, che non dimentica i più deboli e che si fonda sulla speranza che la ricostruzione attenui le profonde diseguaglianze sociali e territoriali, e apra le istituzioni, e la società tutta, alla partecipazione popolare. Sono gli anni del Neorealismo che coinvolge dapprima il cinema e in seguito la fotografia.

“Davvero raro trovare in Italia una mostra con originali (non riproduzioni digitali) di tutti questi fotografi che hanno fatto la storia del dopoguerra, fino agli albori dell’era digitale”, fa notare Gabriele Coassin, docente ed esperto di fotografia e immagini.

“Il secondo dopoguerra - continua - vede l’esplosione della fotografia popolare in Italia, con la diffusione di macchine fotografiche e pellicole accessibili a tutti e una libertà di stampa che consentiva di pubblicare ciò che prima sarebbe stato censurato. La fotografia italiana esce dall’arretratezza e isolamento artistico del ventennio fascista, per avvicinarsi gradualmente agli standard europei. Tra i pochi antesignani troviamo Luigi Veronesi, che già da metà anni 30 vola alto ai livelli di Man Ray. L’opera Ballerine, presente in mostra, vale da sola la visita”.

Un solo appunto: manca completamente, nella mostra, un riferimento alla vita e alle attività della Chiesa, delle parrocchie e delle associazioni cattoliche, che ebbero un ruolo fondamentale nella ricostruzione del Paese.
Questi gli orari: dal lunedì al venerdì dalle ore16 alle ore 20, il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 20, (chiusa il martedì). Il costo del biglietto intero è di 7 euro, quello ridotto di 5 euro (per chi ha meno di 26 anni o ha più di 65 anni) mentre è di 2 euro per i residenti a Villorba. E’ possibile prenotare la visita guidata, telefonando al numero 393 664530826.

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