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Paese: il presepe con case e luoghi ricostruiti nei minimi particolari

Giulio Milanese impegnato in un’opera splendida. L'artista ha riprodotto le chiesette di Sovernigo e di Villa, oltre alla settecentesca barchessa Loredan e alla vecchia osteria da Canèo, borghi antichi miniaturizzati, così ben riprodotti da sembrare veri

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Paese: il presepe con case e luoghi ricostruiti nei minimi particolari

Un presepe si può allestire per tradizione o per passatempo. Ma quello di via Zanoni 7, a Paese, va ben oltre: religioso, storico-artistico, sentimentale. Sì, perché la nascita del Salvatore non è ambientata nel tradizionale paesaggio orientale, ma in quello locale, tra povere abitazioni com’erano un tempo, che però hanno visto concretizzarsi la prossimità e l’accoglienza in tempi in cui si possedeva poco o nulla e ciò dovrebbe ricordare che il progresso non è arrivato solo per merito umano.

Un artista del presepe
Giulio Milanese, in pensione dal 2016, non è nuovo a queste meraviglie. Già nel 1972 arrivò secondo al concorso provinciale indetto dall’Enal per il miglior presepe. Allora aveva ideato il frontale di una chiesa, con il portone aperto, da cui s’intravedeva il mondo nelle sue peggiori espressioni, ossia in balia di mafie e guerre, a significare che la salvezza viene da Dio tramite la Chiesa. Oggi i tempi non sono cambiati, ma la speranza non è morta . Ed è rappresentata in questo presepe che trasmette il messaggio d’amore e la fiducia per un’umanità più giusta e solidale.

Milanese ha riprodotto le chiesette di Sovernigo e di Villa, oltre alla settecentesca barchessa Loredan e alla vecchia osteria da Canèo, borghi antichi miniaturizzati, così ben riprodotti da sembrare veri. Ritorno al passato, dunque, non per imitarlo, ma per invitarci a fare un piccolo passo indietro per progettare meglio il futuro, trovando spunto da chi per certe vie è già transitato. Chi abitava quei luoghi era tutta gente che non prescindeva dall’aiuto divino e non aspettava Natale per sfogare la voglia di consumismo, che ti riempie di cose, ma svuota dentro.

Giulio ci ha messo l’anima, non solo le mani, e lo si vede dalle tante scene riprodotte nei minimi particolari. Il presepe, che ha uno spazio permanente in casa, è stato realizzato con l’aiuto di Eliseo Baratto - di una famiglia che il presepio lo allestisce da almeno 70 anni -, ma l’input viene anche dalla moglie Carla, dalle figlie Federica e Sabrina e dal fratello Pierluigi: una famiglia per un’altra famiglia.

Gli interni delle chiesette riproducono fedelmente gli affreschi, le navate, le colonne, i quadri della Via Crucis. E poi lampade, pavimentazioni, soffitti, banchi, candelabri, per non parlare degli esterni, con i 5.000 coppi confezionati uno a uno: tutto come nella realtà. Non da meno sono le scene agresti, faccende quotidiane di un mondo consegnato alla storia, di quando si aveva la sensazione di appartenere a un’unica famiglia umana. Il presepe mantiene intatto l’invito a recuperare un po’ di quei valori umani. Manufatti come questo rivelano che il senso di Dio non è vicenda del passato, ma che il suo messaggio d’amore è sempre attuale.

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