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Quinto: l'asilo verso lo spostamento

Una nuova struttura, del resto già prevista dalle opere di mitigazione proposte da Save-Aertre, è, secondo il parroco e la comunità stessa, “necessaria per la sicurezza, la salute e il benessere dei bambini”

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Quinto: l'asilo verso lo spostamento

“Lo spostamento dell’attuale scuola è un intervento necessario per la sicurezza, la salute, il benessere dei bambini e di tutto il personale dell’ambiente scuola, deputato ad accompagnare una fase di crescita delicata e importante dei bambini. I genitori di Quinto sono favorevoli, perché già da tempo manifestano la loro preoccupazione per il passaggio degli aerei sopra i loro figli”. Don Stefano Bressan, parroco di Quinto e Santa Cristina, ha messo nero su bianco nelle scorse settimane, con una lettera aperta fatta arrivare a tutti i fedeli, in piena trasparenza, il pensiero della propria comunità. Tema è quello dello spostamento della scuola dell’infanzia parrocchiale di via Contea in altra sede, fuori dalla rotta di decollo e atterraggio degli aerei dell’aeroporto Canova, tornato in attività.

Il trasferimento era, del resto, previsto tra le opere di mitigazione proposte da Save-Aertre per il territorio comunale di Quinto - per un conto complessivo di circa 6 milioni di euro - prima del benestare del Ministero dell’Ambiente al progetto di sviluppo dello scalo, poi arrivato. Lo stesso Ministero, nelle oltre 15 prescrizioni a cui è chiamato il Canova, richiamava a “valutare lo spostamento dell’asilo San Giorgio, di concerto con il Comune di Quinto”. E proprio in quest’ottica, se le opere di mitigazione potranno divenire realtà, si stanno muovendo parrocchia e Amministrazione comunale. Per farsi trovare con le idee chiare e con un progetto condiviso.

Dallo scorso aprile a oggi gli incontri, a Quinto, sono stati vari, riprendendo un percorso già avviato in precedenza. Sia tra parrocchia e Comune, sia all’interno del Consiglio per gli affari economici della parrocchia e della direzione delle scuole dell’infanzia parrocchiali. Non si discute solo di luoghi in cui il nuovo asilo potrebbe sorgere e di accorpamenti tra le due realtà parrocchiali (ipotesi già scartata), ma anche di altro. L’eventuale spostamento, prioritario per tutelare salute e benessere, potrebbe infatti diventare occasione anche per altro. Mettendo tra le priorità alcune attenzioni che la comunità cristiana ritiene davvero significative.

“Se si concretizzerà la realizzazione del nuovo asilo ci piacerebbe crescere, confermandoci realtà attenta all’infanzia e alla famiglia. Per questo, in continuità con l’attuale scuola, ritenendo di cruciale importanza che questa mantenga la sua identità, vorremmo poter migliorare la struttura non solo dal punto di vista strutturale, ma anche di servizio, aggiungendo il nido integrato. Siamo certi sarebbe un importante segno di attenzione verso le famiglie che decidono di aprirsi alla maternità, oggi magari frenate dai pochi servizi di questo tipo presenti nei nostri territori - aggiunge don Stefano -. Allo stesso tempo, con la buona volontà di tutte le parti in causa, si potrebbe avere attenzione per l’ambiente e la natura, garantendo che l’eventuale nuova struttura per la scuola dell’infanzia non consumi suolo, ma trovi fondamento in uno spazio già edificato. La riqualificazione di uno spazio abbandonato o comunque già costruito credo possa dare un ulteriore valore aggiunto a questo progetto”.

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