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Quinto, uscire dalla violenza

Compie un anno il Centro delle donne libere dalla violenza alla Domus Nostra, gestito in collaborazione con la cooperativa La Esse. 69 le donne prese in carico negli ultimi 365 giorni

Quinto, uscire dalla violenza

“Non ho voluto dare i miei dati, ma il Centro delle donne libere mi ha accolta subito, mi sono sentita come in una zona franca, un porto sicuro con delle alleate a fianco a me. Parlarne ti cambia la prospettiva, ma con chi ne sa, e può pensare a una concreta via d’uscita insieme a te, te la cambia ancora di più”. “Coraggio di dire basta a una situazione di oppressione fatta di lacrime e rabbia; coraggio di affrontare il futuro libera di pensare, agire, decidere mettendo al primo posto se stesse; Voglia di rinunciare a litigi e sensazione di inferiorità, creando un ambiente sano e sereno nel quale crescere i nostri figli”. “Grazie, perché mi avete aiutata ad andare oltre i miei sensi di colpa, alla vergogna… anche alla paura, per finalmente pensare a me stessa”. Questi sono solo alcuni dei messaggi apparsi sulla pagina Facebook del Centro delle donne libere dalla violenza di Quinto di Treviso, che celebra il suo primo anno di attività.

L’avvio durante il lockdown

Avviato volutamente in pieno lockdown, in aprile 2020, quando le misure restrittive adottate hanno aumentato la difficoltà nel richiedere aiuto, in questi dodici mesi ha lavorato intensamente. Molte le richieste ricevute sia dalle singole donne che da parte di amiche e conoscenti, insegnanti e colleghe di lavoro per chiedere informazioni e per sapere come poter accompagnare una donna.

Bilancio positivo

Sono 69 le donne prese in carico complessivamente nell’arco di questo primo anno, per le quali è stato costruito un progetto articolato di uscita dalla violenza attraverso colloqui, consulenza legale, psicologica o lavorativa, ma anche attività per i figli minori: 44 delle donne accolte sono infatti mamme. Mentre 39 sono le richieste di consulenza provenienti dai cittadini o da enti e associazioni.

Il Centro è frutto della collaborazione tra la cooperativa La Esse e la Casa Religiosa Domus Nostra, due realtà del privato sociale che mettono insieme le forze, le esperienze e le competenze maturate in anni di lavoro con le donne e i minori, per garantire un contatto immediato.

Protagoniste delle loro scelte

Con il sostegno della Regione del Veneto, è gestito da un’équipe che coinvolge psicologhe, educatrici e avvocate da anni impegnate in progetti e servizi per l’emancipazione delle donne che subiscono maltrattamenti in famiglia, sia nel Centro antiviolenza del Comune di Venezia che nel trevigiano, dove gestiscono la casa rifugio Casa Luna del Comune di Treviso che dispone anche di una pronta accoglienza per le urgenze.

“Durante questi mesi abbiamo incontrato tante storie di violenza e sofferenza, solitudine e ingiustizie, ma soprattutto di forza – affermano le referenti Claudia Ceccarello e Fanny Barlese – ci hanno colpito la determinazione e la luce negli occhi delle donne quando, dopo le prime titubanze, iniziano a scegliere e diventano protagoniste delle loro scelte e del loro percorso di emancipazione. Siamo consapevoli che se tante persone chiedono aiuto, il sommerso è ancora molto alto ma ci incoraggiano le testimonianze di solidarietà che abbiamo ricevuto”.

Al fine di fornire un supporto costante ai bambini e alle bambine vittime di violenza assistita è stata inoltre avviata la campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi “Ti prendiamo per mano”, che ha raggiunto 4.000 euro in quattro mesi.

Fonte: Comunicato stampa
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