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A San Donà ferve già l'attesa per i cappelli piumati

E’ partita ufficialmente, con una presentazione in grande stile dell’evento presso l’auditorium del Centro culturale da Vinci di San Donà di Piave, la marcia di avvicinamento al raduno dei Bersaglieri “Piave 2018”.

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A San Donà ferve già l'attesa per i cappelli piumati

E’ partita ufficialmente domenica 20 marzo, con una presentazione in grande stile dell’evento presso l’auditorium del Centro culturale da Vinci di San Donà di Piave, la marcia di avvicinamento al raduno dei Bersaglieri “Piave 2018”. Ad aprire la presentazione, infatti, un’introduzione musicale della Fanfara dell’Associazione nazionale bersaglieri della sezione di San Donà di Piave.
Il Centro culturale era gremito per l’occasione: presenti anche rappresentanti degli enti che sostengono il Comitato organizzatore del raduno: Regione Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Provincia di Treviso, Città di San Donà di Piave, altri comuni del territorio oltre alle associazioni combattentistiche e d’arma, di categoria e agli istituti scolastici del territorio.
“Nessun altro luogo come il Piave avrebbe potuto ospitare il raduno del Centenario della Vittoria – ha detto tra l’altro il sindaco Andrea Cereser –. E’ l’evento più importante che San Donà si trova a gestire a conclusione delle celebrazioni per l’anniversario della Grande guerra. Avrà importanti riflessi sull’economia del territorio e invito le attività imprenditoriali e commerciali a valutare le opportunità che tale evento può offrire”.
La presentazione del Raduno nazionale bersaglieri “Piave 2018” è avvenuta a cura del presidente regionale del Veneto dell’Associazione nazionale bersaglieri, Antonio Bozzo. Presentato anche il logo dell’evento, ancora suscettibile di qualche modifica: rappresenta in forma stilizzata l’ansa del Piave, raffigurata come Tricolore, con il Bersagliere in primo piano. “E’ possibile che l’afflusso su San Donà sia anche maggiore delle 100mila presenze registrate agli ultimi raduni, coincidendo l’evento con l’anniversario della vittoria bellica – ha affermato il presidente Bozzo –. Peraltro i raduni mancavano dal Veneto ormai da oltre 20 anni, essendosi tenuto l’ultimo a Vicenza nel 1995”.
A conclusione dell’incontro sono intervenuti, oltre al vicepresidente della Regione del Veneto Gianluca Forcolin, il presidente dell’Associazione nazionale bersaglieri, generale Marcello Cataldi e il generale di divisione Giuseppenicola Tota dello Stato Maggiore dell’Esercito.
“Ringrazio il sindaco per aver creduto in questa grande sfida”, ha affermato il generale Marcello Cataldi, che ha evidenziati i motivi per cui il raduno 2018, il 66° delle Fiamme Cremisi, si terrà sul Piave. “Il raduno del 2015 si è tenuto a Rimini, prima città ad essere colpita dalla flotta austro-ungarica il 24 maggio 1915 mentre nel 2018 si terrà a San Donà, città sul fiume sacro alla Patria, completando un percorso dedicato alla Grande Guerra”, ha sottolineato il generale Cataldi.
Il generale Giuseppe Nicola Tota dello Stato Maggiore ha invece anticipato quella che sarà una delle iniziative in programma durante l’evento: la realizzazione di un ponte di barche sul modello di quello realizzato provvisoriamente nel 1918 in sostituzione del ponte distrutto, per permettere il doppio passaggio sul Fiume sacro alla Patria dei partecipanti al raduno.
“L’obiettivo è però avere una serie di eventi sul territorio, con il coinvolgimento primario degli istituti comprensivi – aveva spiegato Mauro Cattai, presidente della sezione sandonatese dell’Associazione nazionale dei bersaglieri –: da rassegne cinematografiche sulla Grande Guerra a convegni e mostre, in collaborazione con i musei del Friuli e del Veneto ma anche con il Museo nazionale di Porta Pia di Roma”.
Diffusione sul territorio a partire dal tratto più tipico dei raduni dei bersaglieri, ovvero la fanfara. Erano 60 le fanfare a Rimini 2015.
Per il raduno del Centenario della Vittoria si può presumere un afflusso addirittura maggiore e si sta pensando anche ad un grande concerto sotto il segno della pace e dell’amicizia tra i popoli, con bande militari provenienti dalle varie nazioni che si scontrarono nella Grande Guerra, quindi innanzitutto Austria, Ungheria, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacca, oltre a Germania, Francia e Inghilterra. “Altre iniziative devono coinvolgere itinerari simbolici lungo il Piave – ha affermato ancora Cattai. Un ruolo possono averlo anche gli eventi sportivi, anche da realizzare in collaborazione con l’Esercito Italiano, importanza primaria hanno le discipline ciclistiche e podistiche, caratteri distintivi dei bersaglieri”.
Importante l’impatto del raduno sulla promozione turistica, a partire dalla distribuzione ai partecipanti al raduno, come d’uso, di uno zainetto ricordo che, oltre a contenere la medaglia commemorativa, la grappa del bersagliere, propone anche gadget turistici.
“Calcolando una media prudenziale di spesa di 100 euro al giorno per ciascun partecipante al raduno – conclude Cattai – si giunge a un potenziale introito per il sistema ricettivo e per gli esercizi pubblici di almeno 10 milioni di euro”.
In occasione del raduno verrà ristampato, in copia anastatica, il libro “I bersaglieri nella Guerra Mondiale” di Renzo Dalmazzo, oltre a prevedere, con il coinvolgimento di Poste Italiane, un francobollo dedicato e un annullo filatelico su due cartoline create appositamente per la manifestazione. Una delle due cartoline sarà dedicata direttamente al Raduno nazionale di San Donà; l’altra al Centenario della Grande guerra.

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