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Coesione fa sicurezza. Si diffonde a San Donà il "controllo di vicinato"

Incomincia a prendere piede il progetto “Controllo del vicinato” promosso dall’Amministrazione comunale di San Donà. Nel corso del mese di dicembre sono stati effettuati una serie di incontri nelle frazioni per presentare questa iniziativa, già partita a Fiorentina e Fossà.

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Una veduta aerea di Fiorentina, frazione di San Donà

Incomincia a prendere piede il progetto “Controllo del vicinato” promosso dall’Amministrazione comunale di San Donà. Nel corso del mese di dicembre sono stati effettuati una serie di incontri nelle frazioni per presentare questa iniziativa, a cui hanno partecipato la comandante della Polizia locale, Danila Sellan ed esponenti locali dell’Associazione nazionale Controllo del vicinato.
Questa iniziativa nasce e viene sperimentato negli Stati Uniti negli anni ‘60/’70, arriva in Europa attraverso la Gran Bretagna nel 1982, e recentemente è stato introdotto in Italia e anche alcune realtà venete. Sono circa dieci milioni le famiglie che finora, nel mondo, hanno aderito a questo progetto.
Il programma - come si legge nel sito dell’associazione nazionale (www.controllodelvicinato.it) -, prevede l’auto-organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alle proprie abitazioni e si basa su un recupero dei rapporti di vicinato per migliorare la sicurezza del territorio. Lo schema è piuttosto semplice: ci si organizza tra vicini di casa per segnalarsi reciprocamente movimenti o attività sospette. Coordinatori volontari si prendono in carico le eventuali segnalazioni di una decina di famiglie - in pratica i loro vicini più prossimi - e le girano alle forze dell’ordine, agli altri coordinatori, all’Amministrazione. L’attività dei gruppi di Controllo del vicinato è segnalata da appositi cartelli che hanno come scopo quello di comunicare a chiunque passi nell’area interessata al controllo che la sua presenza non passerà inosservata e che il vicinato è attento e consapevole di ciò che avviene all’interno del proprio territorio. Questo costituisce un deterrente contro i furti nelle case e un disincentivo ai comportamenti illeciti (graffiti, scippi, truffe, vandalismi,…). La collaborazione e la fiducia tra vicini – si legge ancora nella brochure di presentazione del programma nel sito dell’associazione – sono fondamentali perché si instauri un clima di sicurezza che sarà percepito da tutti i residenti (anche da chi non partecipa al programma) e particolarmente dalle fasce più vulnerabili, come anziani e bambini. La certezza che i vicini non resteranno chiusi in casa di fronte ad un’emergenza trasmette un forte senso di vicinanza, di appartenenza e di sicurezza che rafforza i legami tra i membri della comunità. Anche le Forze dell’Ordine possono trarre dei benefici.
In alcune frazioni il programma è già attivo: è il caso ad esempio di Fossà e Fiorentina.
“A Fiorentina il primo gruppo del controllo del vicinato si è costituito attorno al Comitato di quartiere e sono state già inoltrate le prime segnalazioni - spiega Salvatore Sciarello, referente del comitato per la sicurezza -. Ora stiamo costituendo alcuni sottogruppi e nuovi sistemi di comunicazione più efficaci”. “Con le ronde non ha niente a che vedere!” - si entusiasma Domenico Paolantonio, coordinatore del progetto a Fossà -. Con questa iniziativa facciamo rete per aumentare il livello di attenzione e collaborare con le forze dell’ordine”.
Per alimentare il dibattito e approfondire ulteriormente il tema e la conoscenza di questa iniziativa, l’associazione Cittàinsieme ha organizzato venerdì 23 gennaio, alle ore 20.45.

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