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Con san Giovanni Bosco si festeggiano i novant'anni dei primi salesiani a San Donà

La benedizione della nuova statuetta dell'Ausiliatrice, durante la festa del 28 gennaio, insieme al ricordo dell'arrivo ardentemente desiderato da mons. Saretta.

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Con san Giovanni Bosco si festeggiano i novant'anni dei primi salesiani a San Donà

La tradizionale festa in ricordo di San Giovanni Bosco ha un carattere particolare in questo 2018, a 130 dalla morte del Santo, avvenuta il 31 gennaio 1888: ed è appunto una Festa perché per la fede è una “salita al Cielo”, cioè un ritorno al Padre. Come ricordato dal direttore dell’Oratorio, don Massimo Zagato, all’inizio dell’Eucaristia in Duomo, proprio il 24 settembre di quest’anno si ricordano i 90 anni dall’arrivo dei primi tre Salesiani a San Donà, accolti con gran giubilo ed onori.

Anche il parroco, mons. Paolo Carnio, che ha presieduto la messa, ha ricordato l’instancabile zelo di mons. Saretta per volere i Salesiani nella cittadina che aveva ereditato dalla prima guerra mondiale distruzioni, fisiche e morali, e un gran stuolo di orfani. Per offrire a questi ragazzi dei ceti popolari un’educazione per divenire onesti cittadini e buoni cristiani, il parroco di allora aveva pensato con lungimiranza al metodo educativo di don Bosco e quindi ai suoi “figli”, i Salesiani.

E quest’anno, sono appunto trascorsi 100 anni dalla fine di quella tragica guerra, terminata la quale il dott. Pietro Perin, cooperatore salesiano, regalò all’amico mons. Saretta una statua dell’Ausiliatrice con il Bambino Gesù.

E quella fu la statua che Saretta mise nel centro del Duomo per ottenere la grazia dell’arrivo dei Salesiani. Già, perché dalla richiesta al definitivo loro arrivo trascorsero ben otto anni! La conferma della tanto desiderata venuta dei religiosi si ebbe solo nell’agosto 1928 e allora mons. Saretta, che tanto si era prodigato, proferì con gioia incontenibile ai superiori di Torino: “Grazie! Stamattina quando ho ricevuto la sua desideratissima da Torino, ho pianto di consolazione. E’ un mese che la statua dell’Ausiliatrice stava esposta, in mezzo alla chiesa, perché il popolo la invocasse con particolare fervore e secondo la mia intenzione.

Domenica 28 gennaio la festa è continuata con la benedizione della nuova statuetta dell’Ausiliatrice, collocata in alto quasi a benedire e proteggere quanti frequentano l’Oratorio. E’ una copia (prodotta nella “Scuola del marmo” gestita dai salesiani a Sant’Ambrogio di Valpolicella) della statuetta della “Madonna portinaia” posta all’entrata dell’Oratorio, fatta collocare dal direttore don Moretti nel 1949. Egli insegnava ai suoi ragazzi a salutarla prima di entrare: “Ave Maria, Santa Maria”…

Sempre alla presenza del parroco don Paolo e del sindaco Andrea Cereser, il direttore ha benedetto gli ultimi lavori completati lo scorso anno: la manutenzione delle murature esterne e l’adeguamento ad aule scolastiche degli ambienti dell’ultimo piano dell’ala più recente.

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