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Musile: mamma Lucia vista dai ragazzi d'oggi

Tutto comincia da un vecchio foglio sgualcito ritrovato per caso sfogliando un libro del nonno. La firma era quella della Schiavinato. Da qui la scelta di conoscere meglio questa figura intraprendendo una ricerca sul campo che ha portato alcuni ragazzi dell'Istituto "Toti" a scrivere un libro.

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Musile: mamma Lucia vista dai ragazzi d'oggi

Sabato 6 maggio scorso, presso l’Aula Magna dell’I.C. “E.Toti” di Musile di Piave è stato presentato il libro “Gioia, Gioia, Gioia! RiCercando tra passato e presente incontriamo Lucia Schiavinato”, edito da Mazzanti Libri. Il lavoro è frutto di una lunga attività di ricerca svolta dalla prof.ssa Luisa Florian assieme a un gruppo di 11 studenti della classe 3ª A dell’anno scolastico 2015/16 (Chiara Beraldo, Ilaria Cardin, Alessia Gabrielli, Chadia Islane, Leonardo Lunardelli, Nicola Montagner, Leonardo Natale, Nicola Pasini, Nicola Simonetto, Giorgio Teso, Marco Zanata), con la collaborazione di Carla Perissinotto e dell’insegnante di Arte Cinzia Boccassini.
“Ogni docente di storia - afferma la professoressa Florian - si pone il dilemma di come motivare a tale disciplina i ragazzi di oggi, digitali e internauti, impegnati sempre più a «vivere l’attimo». Con questi alunni siamo partiti proprio «da un magico attimo, dall’attimo di una scoperta»: una lettera indirizzata a un giovane, poi nonno mai conosciuto di uno dei miei studenti”.
Tutto comincia, infatti, da un vecchio foglio sgualcito ritrovato un giorno per caso, sfogliando un vecchio libro del nonno, da uno studente della 3ª A dello scorso anno scolastico. Lo guarda con i genitori, lo porta a scuola per mostrarlo alla professoressa di italiano. Una prima verifica, ed emerge una certezza: è una lettera autografa di Lucia Schiavinato. Sono iniziate così un’avventura di ricerca e un’esperienza di apprendimento sul campo durata l’intero anno scolastico scorso e che ha trasformato un gruppo di quattordicenni in apprendisti storici, archivisti e filologi sulle tracce della Musile che fu ed in particolare di una loro illustre concittadina: proprio Lucia, che nacque a Musile nel 1900, prima di trasferirsi a San Donà per poi dare il via ad un’altra grande avventura, di carità e di fede: il Piccolo Rifugio.
La lettera trovata da Giorgio era indirizzata a suo nonno, Gaetano Rorato, allora quindicenne. La scrisse Lucia Schiavinato il 18 gennaio 1944 per invitare Gaetano ad andare a trovare un giovane di Zara, figlio del preside del liceo cittadino, che era scappato dopo il bombardamento a dicembre 1943 della città allora italiana ed era ospite a Musile nella casa della famiglia Draghi in via Bonifiche. Studenti e professori, grazie a ricerche d’archivio e indagini sul campo, sono riusciti a individuare con buon grado di certezza sia la casa indicata da Lucia che l’identità del giovane: molto probabilmente Vanni Tacconi, classe 1925, figlio di Ildebrando. Nel giugno dello scorso anno, per concludere in bellezza il progetto scolastico, la 3ª A fece visita al Piccolo Rifugio di San Donà.
“I lettori, attraverso il linguaggio semplice ma profondo degli adolescenti – racconta ancora la professoressa Furlan – vengono accompagnati all’incontro con la Serva di Dio guardandola con i loro stessi occhi: curiosi, razionali, scettici e un po’ agnostici, ma per lasciarsi poi toccare da quel «vibrare profondo» che emerge dalle loro note finali che li restituiscono ragazzi consapevoli e responsabili”.
Alla serata, arricchita da intermezzi musicali del Coro MusiCantori di Musile, diretto dalla professoressa Michela Fregonese, con alcuni brani pensati appositamente per la serata, erano presenti un centinaio di persone, tra cui, oltre alle autorità locali di Musile e San Donà di Piave, il Presidente del Consiglio di Amministrazione del Piccolo Rifugio Carlo Barosco e alcune sorelle dell’Istituto secolare Volontarie della Carità.
Durante l’incontro sono intervenuti il Preside dell’IC “E. Toti” Nando Di Legami, Teresa D’Oria Volontaria della Carità di Ferentino (Roma), postulatrice della causa di beatificazione di Lucia Schiavinato e la dottoressa Elisabetta Rorato, proprietaria della lettera autografa.

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