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Oratorio a distanza, continua il progetto a San Donà

In tutti gli oratori salesiani, come nelle parrocchie, si è cercato di trovare nuove modalità per mantenere i contatti con i ragazzi bloccati nelle loro case a causa della “quarantena” forzata imposta a tutti i cittadini. “Ma la proposta fatta a San Donà – ci racconta don Lorenzo Piola – è di un format nuovo e originale, dunque anche sperimentale".

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Oratorio a distanza, continua il progetto a San Donà

Siamo entrati nella famosa “fase 2”, ma è ancora vietato creare assembramenti di persone, motivo per il quale, tra gli altri, non ha ancora riaperto del tutto anche l’oratorio salesiano di San Donà di Piave.

In questa situazione, continua dunque ad essere ancora valida e attiva l’iniziativa lanciata proprio a metà marzo, dell’oratorio a distanza.

“Ciao ragazzi vi proponiamo una cosa nuova ma interessante: un camposcuola a distanza, da qui fino a quando potremo rivederci! - così scrivevano gli animatori lanciando l’iniziativa -. Questa strana situazione possiamo viverla in due modi: trascinandoci nell’ozio, ognuno per suo conto... oppure prendendola come un’occasione per vivere il nostro quotidiano al 100%, #lìdovesei: fra studio, servizio e cura della vita interiore... cercando di condividere il tempo in una forma «originale» ma che ci faccia sentire vicini, e recuperando il senso vero di quello che facciamo”.

In tutti gli oratori salesiani, come nelle parrocchie, si è cercato di trovare nuove modalità per mantenere i contatti con i ragazzi bloccati nelle loro case a causa della “quarantena” forzata imposta a tutti i cittadini. “Ma la proposta dell’oratorio a distanza promossa a San Donà di Piave – ci racconta don Lorenzo Piola con cui abbiamo parlato al telefono – è di un format nuovo e originale, dunque anche sperimentale, il cui senso era quello di raggiungere i giovani nelle loro case per non porre fine a una condivisione profonda fra la realtà sociale dell’oratorio e le singole vite di ognuno”.

“L’oratorio a distanza – spiegano gli animatori e don Massimo Zagato, il direttore dell’oratorio sandonatese presentando l’iniziativa – intendeva proporre ai ragazzi modi buoni e fecondi per poter vivere i giorni della quarantena, in cui il tempo a disposizione per far fruttare le proprie passioni, così come lo studio serio e produttivo nonché le relazioni familiari e amicali, era aumentato a dismisura. L’aumento del tempo a propria disposizione si esponeva inevitabilmente al rischio di un appiattimento generale della propria quotidianità, cedendo il posto all’accidia”. Ecco, dunque, che la comunità salesiana, assieme agli animatori, ha pensato a un modo per far sì che ciò non avvenisse.

Il tutto è stato declinato in tre dimensioni: quella caritativa, con ripensamento in via telematica delle attività da proporre ai ragazzi durante gli eventi futuri e la messa a punto di un atteggiamento di servizio a casa (tagliare l’erba, stendere il bucato, fare le pulizie…), quella culturale, con la proposta bisettimanale di visione di alcuni film e di lettura di libri, oltre che di pubblicazione di poesie, articoli di giornale e album musicali, per vincere la pigrizia e per poter crescere anche attraverso delle buone letture e dei buoni film. E non è mancata la dimensione più spirituale, con l’invito a iniziare la giornata con la Parola di Dio, grazie all’invio giornaliero su WhatsApp del Vangelo del giorno e la richiesta ai ragazzi di un loro commento, di una frase particolarmente significativa che li colpiva, da poter condividere. C’è stata anche possibilità di condividere la preghiera assieme o con la comunità salesiana e di assistere alla messa domenicale in streaming. A queste attività si accompagnavano alcuni momenti di “ricreazione virtuale” tramite gruppi appositi su Google Meet, nei quali i ragazzi, seguiti dai salesiani e dagli animatori, si ritrovano in videochiamata durante la giornata.

Circa una settantina i giovani che hanno aderito e che hanno partecipato in maniera assidua alle iniziative che venivano di volta in volta a loro proposte.

“Ovviamente, proprio perché sperimentale, gli animatori e la comunità salesiana sono stati chiamati a ripensare continuamente il format della proposta – ci ha detto don Massimo – passando da una situazione di «provvisorietà» a una più stabile e continuativa. Non sappiamo ancora se riusciremo a fare i campiscuola e la Proposta estate ragazzi con le modalità classiche – ha concluso don Massimo – anzi, è molto probabile che verrà fatta una proposta «ridotta». Ma certamente il progetto dell’oratorio a distanza è stato una bella iniziativa che ha accompagnato le attività formative dell’oratorio negli ultimi due mesi, sostituendosi agli incontri fisici in presenza”. 

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