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Potenziata l'assistenza domiciliare a San Donà

Collaborazione fra Comune e Ipab per allargare il servizio territoriale con lo scopo di garantire alle persone in situazione di difficoltà la permanenza nell'ambiente di appartenenza, tutelandone il benessere psicofisico

Potenziata l'assistenza domiciliare a San Donà

La stretta collaborazione tra l’Amministrazione comunale di San Donà di Piave e l’Ipab per la cura dei servizi alla popolazione anziana viene confermata e anzi, l’attività in convenzione tra i due Enti, per la gestione integrata dei servizi rivolti alle persone fragili e non autosufficienti del territorio di San Donà continuerà in maniera potenziata nel prossimo triennio.

Il Servizio di assistenza domiciliare (Sad) è stato il primo su cui Comune e Ipab hanno lavorato insieme.

Esso si colloca nella rete dei servizi territoriali con lo scopo di garantire alle persone in situazione di difficoltà la permanenza nell’ambiente familiare e sociale di appartenenza, tutelandone il benessere psicofisico e sociale e favorendo il miglioramento della qualità della vita presso il proprio domicilio.

All’interno di questo servizio operano 8 dipendenti comunali (6 operatori socio-sanitari, 1 assistente sociale, 1 amministrativo) e fino a dicembre 2020 anche quattro operatori dell’Ipab “Monumento ai Caduti in Guerra” (3 operatori socio-sanitari e 1 assistente sociale).

“Dopo una felice sperimentazione della figura dell’operatore di comunità, avvenuta durante il precedente mandato, riprenderemo questo progetto – spiega la vicesindaca Silvia Lasfanti -. Con questa figura, è l’istituzione stessa che scende fisicamente nel territorio, non attendendo le domande degli utenti ma analizzando i fabbisogni concreti e la realtà quotidiana. Grazie a questo lavoro è possibile agire molto sulla prevenzione, intervenendo sulle situazioni prima che arrivino a un livello di criticità forte, che richiederebbe poi un dispendio di risorse gravoso”.

Il servizio si occupa di prestazioni riferite al contesto di vita dell’utente (es. cura e igiene dell’alloggio, pulizia degli ambienti e degli arredi, cambio e lavaggio della biancheria) o alla persona nel proprio domicilio (es. pulizia e cura personale, vestizione, assunzione dei pasti, corretta deambulazione, acquisto generi alimentari, medicinali, materiali igienico-sanitari, disbrigo pratiche varie). Rientrano inoltre tra le attività garantite attraverso il Sad la consegna del pasto a domicilio e il servizio di accompagnamento dell’utente, presso strutture sociali e sanitarie oppure presso attività ricreative e culturali.

Nel 2020 l’utenza era di 71 persone, per circa 85 interventi alla settimana che variano in termini di tipologia prestazione e tempi di intervento.

“Come Ipab abbiamo la missione di sostenere la popolazione più fragile, e riteniamo fondamentale per la qualità della vita il poter rimanere, il più a lungo possibile, nella propria abitazione; per questo abbiamo sempre espresso massima disponibilità per questa collaborazione e continueremo a lavorare insieme al Comune per progettare insieme i servizi per la popolazione anziana”, commenta Giorgio Maschietto, presidente dell’Ipab Monumento ai Caduti.

“L’aumentare della popolazione anziana e il conseguente mutamento nella domanda di servizi rappresenta una realtà per tutta l’Italia, su cui è necessario impegnarsi fino in fondo ottimizzando tutte le risorse a disposizione. Ringrazio il personale del Comune e dell’Ipab per la grande disponibilità alla collaborazione mostrata in questi anni; il Sad si aggiunge ai tanti servizi presenti sul territorio per la popolazione anziana, oltre alle grandi progettualità in corso d’opera tra cui la nuova Casa di riposo in edificazione”, conclude il sindaco Andrea Cereser.

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