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Presto un Patto per il Basso Piave

L’obiettivo è quello di dare avvio a un Comitato Promotore che conduca alla sottoscrizione del “Contratto di Fiume del Basso Piave”, che interessi i comuni di San Donà di Piave, Noventa, Fossalta, Musile, Eraclea e Jesolo.

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Presto un Patto per il Basso Piave

E ’iniziato un paio di mesi fa, con un incontro tra i rappresentanti dei Comuni interessati, di associazioni ambientaliste e di categoria, un percorso per la redazione di un Manifesto d’intenti. L’obiettivo è quello di dare avvio a un Comitato Promotore che conduca alla sottoscrizione del “Contratto di Fiume del Basso Piave”, che interessi i comuni di San Donà di Piave, Noventa, Fossalta, Musile, Eraclea e Jesolo.
In sintesi un Contratto di Fiume è un accordo la cui sottoscrizione porta, nell’ambito di un percorso di riqualificazione fluviale, all’adozione di un sistema di regole di governance ambientale. E’ il contratto di fiume, sviluppato agli inizi degli anni Ottanta in Francia, diffuso in tutta Europa e ora proposto per il Basso Piave. Ha la sua carica innovativa nella ricerca di un sistema integrato tra più ambiti di gestione delle acque e quindi trasversale a più competenze. Promuove la riqualificazione ambientale e paesaggistica innanzitutto attraverso azioni di prevenzione.
Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante per il Basso Piave, un territorio segnato da una parte dall’asta del Piave, che con i suoi 231 km di lunghezza sviluppa un bacino di 4.100 km quadrati, dall’altra da una rete di canali di bonifica di una lunghezza complessiva di oltre 1700 km, punteggiata da oltre 70 impianti idrovori e protetta da oltre 500 km di arginature.
Il contratto di fiume è uno strumento ancora poco utilizzato in Italia. Eppure può essere uno degli strumenti più efficaci per garantire la tutela di un bacino fluviale in maniera concertata pubblico-privato.
“La necessità di dotarsi di un Contratto di Fiume è legata a una serie di fattori – ha affermato Andrea Cereser, sindaco di San Donà di Piave. Da una parte l’acuirsi di situazioni di criticità, a seguito dei cambiamenti climatici e dell’elevata urbanizzazione del territorio, rende urgente il problema della sicurezza idraulica. Dall’altra è evidente che allo stato attuale l’offerta turistica legata alla Piave è inferiore al potenziale che potrebbe sviluppare un fiume che unisce due patrimoni Unesco come le Dolomiti e la Laguna Veneta. Serve quindi una promozione dell’area coordinata e integrata. E, su tutto, strategie comuni e programmazione”.

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