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Presto un accesso rinnovato per il cinema don Bosco

La struttura, aperta nel 1934, sarà ampliata grazie a un progetto dell'architetto Francesco Dal Molin. Prevista una nuova biglietteria, una postazione per la distribuzione di volantini e caramelle e spazio sufficiente per accedere in sicurezza anche con la necessità di mantenere un distanziamento fisico fra le persone

Presto un accesso rinnovato per il cinema don Bosco

Nonostante le limitazioni in vigore per il contenimento del Covid-19 ancora non lascino intravedere la possibilità di poter ritornare, a breve, a teatro, al cinema o a godere di un bel concerto, i Salesiani dell’oratorio Don Bosco di San Donà di Piave continuano a sognare e a investire energie e risorse per il bene dei giovani e della città.

A indicare che c’è già aria di ripresa e a segnare il primo passo di questo fiducioso ottimismo sarà il nuovo ingresso dello storico cinema Don Bosco, aperto nel 1934 dopo l’acquisto della macchina cinematografica che avrebbe introdotto la novità del cinema sonoro.

Inizialmente, l’accesso alla sala, duplice e interno alla struttura, era funzionale a una programmazione pensata per i soli ragazzi dell’oratorio.

Nel 1965 l’ormai famoso cinema teatro aggiunge un ingresso su via XIII Martiri. L’atrio angusto obbliga però il pubblico, almeno nei momenti di massima affluenza, a sostare in fila lungo il marciapiede della strada. Per evitare tale disagio, agli inizi degli anni 2000, Giampietro Pettenon, economo della Casa, lancia l’idea di un ingresso più spazioso e accogliente; un progetto lungimirante, che viene accantonato per soddisfare impegni più urgenti. Ma qualche anno fa il direttore don Massimo Zagato, sostenuto da Andrea Ros (responsabile della programmazione) e dall’intera comunità, riprende l’idea e dà avvio al progetto.

Ottenute le approvazioni necessarie, a partire da quella della Sovrintendenza delle Belle Arti di Venezia, che ha dettato limiti e posto ragionevoli condizioni, a breve ci sarà il via dei lavori! E’ un’opera che vanta la ricerca di materiali e tecnologie innovative con pareti in vetro anti sfondamento e supporti in acciaio. Una struttura di circa 70 mq, che va a chiudere lo spazio tra i due avancorpi laterali di più recente costruzione, e che garantisce il contenimento dei costi, un’installazione veloce e una buona durata nel tempo.

Il progetto, firmato dall’architetto Francesco Dal Molin, riesce a fondere l’esigenza di tutelare un bene architettonico prezioso con la necessità di adeguare la sala cinematografica alle aspettative di una utenza sempre più esigente e numerosa. L’impatto ambientale è reso minimo dalla struttura trasparente, che permette di lasciar intravedere il caldo gioco del mattone anche dall’interno, in quanto la copertura è solo parzialmente opaca; l’ampliamento rende possibile la sistemazione di una doppia biglietteria, di una postazione per la distribuzione di volantini o caramelle e dello spazio necessario per accogliere una trentina di persone con adeguato distanziamento. L’insegna ad arco, sistemata nel 1987, rimarrà a salvaguardia della tradizione, ma ora saranno le luci degli schermi, che reclamizzano la proiezione in corso o in programmazione, ad attrarre i passanti serali. Un richiamo carico di colore che fungerà da manifesto “elettronico”.

Sono tanti gli spettatori fedeli che aspettano con ansia la riapertura della sala e, non tanto e non solo per la qualità degli spettacoli, ma soprattutto per il clima di famiglia che vi si respira.

L’attuale direttore, don Nicola Munari, spera di poter inaugurare l’opera di ampliamento prima dell’estate.

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