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San Donà: Servizio disabili adulti, no allo spostamento

L'Ulss 10 annuncia il trasferimento da San Donà a Musile di Piave. Ma le associazioni di volontariato non ci stanno.

Parole chiave: musile (31), disabili (103), san donà (297), ulss 10 (48)
San Donà: Servizio disabili adulti, no allo spostamento

Nelle scorse settimane l’Asl 10 del Veneto Orientale ha comunicato la notizia dello spostamento che sarebbe avvenuto a breve del Servizio per la “disabilità in età adulta”, che coinvolge persone dai 18 ai 65 anni circa. Attualmente ospitato presso la sede del Distretto sociosanitario 1 di San Donà di Piave, in via Trento, dovrebbe trasferirsi nella sede di Musile, in via Bellini, dove sono già operativi il Servizio di “età evolutiva” e il dipartimento di prevenzione con le attività si screening e di vaccinazione per i bambini.
Il cambiamento, che rientra all’interno di una serie di spostamenti dei servizi territoriali che l’azienda sanitaria sta attuando per migliorare l’accessibilità e l’organizzazione degli spazi, permetterà di utilizzare una sede che viene considerata “ottimale” dal direttore generale dell’Asl 10, Carlo Bramezza, “in quanto il servizio viene posto al pian terreno, in spazi adeguati, senza barriere architettoniche presenti invece nella sede di via Trento e che rendono difficoltoso l’accesso ai disabili”. Al distretto di via Trento, invece, si dovrebbero trasferire i servizi per le cure palliative, il farmaceutico territoriale e lo sportello integrato, finora operativi nella sede centrale in piazza De Gasperi, nella quale si sta ipotizzando di trasferire addirittura il Cup, oggi collocato all’interno dell’ospedale civile della città.
Non sembrano essere dello stesso avviso le associazioni di volontariato che operano con persone disabili adulte, che ritengono invece assai problematico per le utenze un eventuale spostamento del servizio. L’Anfass, a nome anche degli altri enti, ha inviato a stretto giro di posta una lettera indirizzata al sindaco di San Donà di Piave, Andrea Cereser, all’assessore competente per i servizi sociali, Maria Grazia Murer, al direttore dell’Ulss 10 Carlo Bramezza e a Maria carla Midena, direttrice dei servizi sociali dell’azienda ospedaliera, chiedendo di non procedere con lo spostamento del servizio, ritenendo sia importante che rimanga a San Donà per tutti gli utenti adulti sia della città (circa 200 le famiglie coinvolte) sia per quelli, altrettanto numerosi, provenienti dai Comuni limitrofi (Ceggia, Torre di Mosto, Noventa, Fossalta, Meolo, Musile).
Nella lettera vengono elencati i punti critici di un eventuale trasferimento: i nuovi spazi previsti a Musile di Piave sono collocati a circa settecento metri dalla fermata dell’autobus più vicina, e la strada per arrivare alla sede del distretto è dotata solo per un tratto di marciapiedi. Tra l’altro, viene contestato il fatto che per raggiungere la nuova sede con mezzi pubblici, spesso utilizzati da questo tipo di utenza per raggiungere gli uffici trattandosi di disabili adulti, comporterebbe per gli utenti provenienti da fuori San Donà di Piave, la necessità di un cambio di mezzo in autostazione.
Nella lettera inviata viene inoltre evidenziato il fatto che l’attuale sede  è collocata in un contesto di servizi a favore della popolazione quali l’anagrafe sanitaria, le cure primarie, l’assistenza domiciliare infermieristica, l’ufficio invalidi civili, la segreteria di distretto, ecc.
La referente dell’Anfass, e anche del coordinamento territoriale delle associazione che operano con i disabili, Roberta Vignotto, che abbiamo contattato telefonicamente, ci riferisce di aver ricevuto una risposta verbale solo da parte dell’assessore comunale Murer, con la rassicurazione da parte dell’azienda Ulss 10 che il servizio non verrà trasferito almeno nell’immediato e comunque non prima di aver sentito le associazioni coinvolte.
Tuttavia, la signora Vignotto ci ha manifestato le sue perplessità, prima di tutto per il fatto di non aver ancora ricevuto nessuna risposta formale da parte dell’azienda ospedaliera, e secondariamente per le modalità con cui l’Ulss 10 continua ad operare. Non è nuovo infatti – ci riferisce – questo modo di procedere per cui le utenze interessate alle decisioni dell’azienda vengono a conoscenza di queste una volta che sono già state prese.

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