Sandonatese
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Unione del Basso Piave: sarà la volta buona?

Cereser: "Se saremo bravi, già a partire dal prossimo anno potremmo dar vita all’Unione dei Comuni, che per prendere il via ha bisogno di almeno due funzioni svolte in condivisione. Poi via via potremmo aggiungercene altre”.

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Unione del Basso Piave: sarà la volta buona?

Forse è “la volta buona”: è il caso di scomodare il famoso hastag di twitter di renziana memoria, per quello che forse rappresenta un momento cruciale verso il cammino che porta all’Unione dei Comuni del Basso Piave. Si tratta dell’incontro tra i sindaci e i segretari comunali delle città del Basso Piave per concordare forme di collaborazione tra i vari Comuni che si è svolto qualche settimana fa. Ne ha annunciato gli esiti il sindaco di San Donà Andrea Cereser ad uno degli ultimi consigli comunali, sottolineando che “si sta andando avanti verso l’Unione dei Comuni. Polizia locale e Protezione civile potrebbero essere i settori da cui iniziare una collaborazione finalizzata a un miglioramento dei servizi”. La dichiarazione del sindaco è arrivata a margine della discussione proprio sul nuovo regolamento della Protezione civile, proposto dall’assessore Luigi Trevisiol. “E’ questo un organismo che può essere gestito in collaborazione tra più comuni – sottolinea Trevisiol – mentre lo spirito generale è che la Protezione civile venga impiegata non più in un ruolo di generico volontariato, ma in situazioni più strutturate”.
All’incontro hanno partecipato, oltre al sindaco Cereser, rappresentanti dei comuni di Musile, Noventa, Fossalta, Eraclea, Meolo e Jesolo. Tutti positivi i commenti dei primi cittadini.
Ma al di là delle dichiarazioni di facciata e delle buone intenzioni, a che punto è veramente il percorso e quanta ancora la strada da percorrere? Lo abbiamo chiesto al sindaco di San Donà di Piave, Andrea Cereser.
“I discorsi sono già in fase avviata per quanto riguarda il servizio di Polizia municipale, mentre sono tutti da iniziare per quanto riguarda la Protezione civile, anche se per questa funzione è certamente più semplice trovare una soluzione che riunisca i comuni interessati. Se saremo bravi, già a partire dal prossimo anno potremmo dar vita all’Unione dei Comuni, che per prendere il via ha bisogno di almeno due funzioni svolte in condivisione. Poi via via potremmo aggiungercene altre”.
Tempi relativamente brevi, dunque, almeno nelle intenzioni del primo cittadino sandonatese.
La maggiore difficoltà – continua Cereser – è costituita dal fatto che i contatti finora avviati sono stati sviluppati ora con alcuni comuni, ora con altri. Sarebbe più semplice poter sviluppare i servizi condivisi con ambiti territoriali omogenei, come ad esempio il territorio delle Ulss. In ogni caso daremo la massima apertura e disponibilità ai comuni contigui: allo ‘zoccolo duro’ dei comuni del Basso Piave si aggregheranno probabilmente Torre di Mosto e in seconda battuta anche Ceggia, forse Cavallino, ma la proposta verrà fatta anche a Quarto d’Altino”.

Un più ampio servizio sul nuovo numero della Vita del popolo

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