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A Treviso tutti d'accordo sul ritorno delle circoscrizioni

A sollevare il dibattito è stato il consigliere Giuseppe Basso. La maggioranza lo ha seguito, ma anche la minoranza in Consiglio è entusiasta della proposta. Pezzato, lista Manildo: “Sono palestra di politica e sale per la democrazia”

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Santa Maria del Rovere dall'alto

Nei giorni scorsi si è tornato a parlare di circoscrizioni. Organi di decentramento comunale che, attraverso un consiglio, mettevano in comunicazione le periferie con l’Amministrazione comunale. A Treviso ce n’erano cinque, che raccoglievano i vari quartieri, in vari step, dal 2000 al 2010, questi enti sono stati tuttavia aboliti da una legge nazionale, allo scopo di alleggerire i bilanci comunali e snellire l’iter burocratico. Rimangono oggi solo nei Comuni con più di 250 mila abitanti. L’obiezione che gli si faceva erano i costi per gli affitti delle sedi, il piccolo gettone di presenza che si pagava ai consiglieri e pure la lentezza degli iter burocratici che dovevano passare per le circoscrizioni prima di approdare in consiglio comunale.

Tuttavia questi erano anche i primi luoghi del confronto, della democrazia dal basso, nonché la palestra dove si faceva le ossa la futura classe dirigente. A sollevare il dibattito, dalle pagine del Gazzettino, è stato il consigliere Giuseppe Basso, capogruppo della lista Gentilini/Zaia. Dopodiché in tanti hanno visto nelle sue dichiarazioni un’opportunità per riaprire l’argomento e provare anche a fare qualcosa di concreto per ripristinare questa pratica. Tra i primi a commentare e ad accogliere favorevolmente la proposta c’è stato il sindaco di Treviso Mario Conte che ha fatto sapere: “Magari in numero ridotto e in forma più snella, ma anch’io, come il consigliere Giuseppe Basso, sono dell’idea che le circoscrizioni possano tornare. Studieremo con il resto della maggioranza la formula migliore per ripristinarle.
Dobbiamo avere una presenza sempre più capillare nei nostri quartieri in modo da intercettare meglio le esigenze dei cittadini e rendere più efficiente l’azione amministrativa. Devo dire che i consiglieri comunali, soprattutto di maggioranza, già fanno un ottimo lavoro da questo punto di vista. Ma concordo con quanto ha detto il consigliere Basso: non mi dispiace l’idea di avere di nuovo dei posti fisici che possano essere punti d’incontro e di riferimento per i quartieri”.

“Non mi è piaciuta questa cosa della maggioranza che studierà la formula migliore per ripristinarle - la replica di Fabio Pezzato, consigliere della lista Manildo -. E la minoranza? Non ha diritto di parola? Tanto più che su questo argomento ci stiamo confrontando anche noi e la troviamo una ottima opportunità, da costruire tutti insieme”.
Pezzato ha dunque chiarito la sua posizione: “Per tornare alle circoscrizioni come erano prima è necessario promuovere una legge in Parlamento, ma ci sono tante forme con le quali si può cominciare a tornare nei quartieri, in sedi del Comune, dove non si paga l’affitto e senza gettoni di presenza, a titolo gratuito. Una volta iniziato, l’inquadramento giuridico se necessario si trova”. Per Pezzato il ritorno delle circoscrizioni sarebbe utile sia ai consiglieri che ai cittadini: “Conosco molti colleghi che sono nati lì, è una bella palestra politica, nel confronto si impara a smussare le incomprensioni, è un luogo in cui le persone possono prendere consapevolezza di ciò che andranno a fare, un luogo dove raccogliere un bagaglio di informazioni e di formazione. Una volta c’erano le scuole politiche, adesso c’è sempre più improvvisazione, sarebbe un’opportunità per costruire una classe politica più preparata”.

“Per quanto riguarda i cittadini, inoltre, si tratta dell’opportunità di poter comunicare e dialogare con i loro rappresentanti, di essere coinvolti nelle decisioni pubbliche. Oggi che fanno i cittadini che hanno qualcosa da dire? Un comitato? Una raccolta firme? Ma quello non è fare politica. Le circoscrizioni possono essere delle palestre di pensiero. Sono due anni che non ci si può incontrare da nessuna parte, come si può in questo modo sviluppare un pensiero politico? Dove trovare un luogo di confronto fra idee? Oggi dove si discute? Sui social? Ma lì è impossibile creare un dialogo, per questo dei luoghi fisici in cui i consiglieri di circoscrizione incontrino la cittadinanza sono quanto mai necessari per produrre un pensiero”.

Sulle modalità di ritorno tuttavia ci sarà ancora molto da discutere e da confrontarsi: “Il consigliere Roberto Grigoletto è intervenuto invitando maggioranza e minoranza attorno a un tavolo comune per riattivare questi luoghi di incontro con i cittadini. Sono sicuro che la gente ha davvero voglia di far sentire la sua voce, di tornare al confronto faccia a faccia, alle discussioni e ai dibattiti che ormai mancano da troppi anni, questo è il sale della democrazia”.

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