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Al Centro della Famiglia di Treviso si parla di cyberbullismo

Lo scopo è educare per prevenire l’uso distorto e inconsapevole della rete da parte dei minori. L’appuntamento con la città (in particolare genitori ed educatori) è martedì 9 alle 20.30 in sala convegni in via S. Nicolò 60.

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Al Centro della Famiglia di Treviso si parla di cyberbullismo

Paolo Picchio, papà di Carolina, suicida a 14 anni e prima vittima riconosciuta di cyberbullismo, sarà nella Marca il 9 e il 10 aprile su invito del Centro della Famiglia e in collaborazione con Volontarinsieme. Lo scopo è educare per prevenire l’uso distorto e inconsapevole della rete da parte dei minori. L’appuntamento con la città (in particolare genitori ed educatori) è martedì 9 alle 20.30 in sala convegni del Centro della Famiglia in via S. Nicolò 60. Nelle due mattinate Picchio insieme con Valentina Varvaro, educatrice della Fondazione Carolina, incontra gli studenti degli Istituti comprensivi di Casier e Felissent di Treviso, dell’Istituto Tecnico Palladio e del Liceo Da Vinci. Infine, l’incontro è con i ragazzi dell’Istituto penale minorile di Treviso. Di grande rilievo è infatti l’incontro con i ragazzi del carcere minorile con i quali è fondamentale il dialogo per renderli consapevoli che “fuori” non è tutto possibile e che anche una parola può uccidere. Il viaggio del papà di Carolina ha un titolo forte: “Le parole fanno più male delle botte”.

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