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All'istituto Besta un "tutor amicale" per favorire l'inclusione

Il progetto pilota è nato dall’esperienza di Agostino Squeglia, genitore di un ragazzo con disabilità e dalla collaborazione tra Istituto “Besta” di Treviso e Università di Padova con il coordinamento dell’assessorato alle Politiche sociali e Disabilità del Comune di Treviso e la condivisione del Tavolo comunale per le Disabilità.

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All'istituto Besta un "tutor amicale" per favorire l'inclusione

È stato presentato oggi a Ca’ Sugana il “Tutor amicale”, una nuova figura che avrà la funzione di facilitare l’inclusione dei ragazzi con disabilità e aiutare gli alunni segnalati nel percorso scolastico, collegando tale percorso alle attività svolte al di fuori dalla scuola, con particolare riferimento ad attività di socializzazione e all’esecuzione dei compiti in gruppo.

Un progetto pilota nato dall’esperienza di Agostino Squeglia, genitore di un ragazzo con disabilità e dalla collaborazione tra Istituto “Besta” di Treviso e Università di Padova con il coordinamento dell’assessorato alle Politiche sociali e Disabilità del Comune di Treviso e la condivisione del Tavolo comunale per le Disabilità. Un progetto che punta a valorizzare l’inclusione e a dare a scuola e famiglia strumenti utili alla realizzazione delle aspirazioni degli studenti.

Il Tutor amicale – giovane formato che dovrà essere dotato di carica volontaristica – verrà affiancato ad un coetaneo in difficoltà per aiutarlo a scuola e a casa, supportandolo nello studio e nei compiti, ma soprattutto dovrà aiutarlo a muoversi nella comunità attraverso momenti di socializzazione extrascolastici, attivando situazioni culturali, ricreative e sportive. La nuova figura andrà ad affiancare gli altri operatori professionali presenti all’interno della scuola, collaborando con l’insegnante specializzato della classe e opererà nel contesto definito dal Piano Educativo Individualizzato e dal contratto di affidamento dell’incarico.

Il progetto partirà a Treviso, nell’anno scolastico in corso, nell’Istituto “Fabio Besta” di Treviso diretto dalla docente Renata Moretti con il coordinamento della professoressa Paola Ghiringhelli.

Destinatari dell’intervento del tutor amicale saranno 5 studenti delle classi I, II, III e IV certificati ai sensi della legge 104/1999 e residenti nel territorio comunale di Treviso. I Tutor saranno, in questa prima fase, 5 loro compagni d’istituto, maggiorenni (classi IV e V), appartenenti all’indirizzo dei Servizi Socio-Sanitari, opportunamente formati al compito da Elisabetta Ghedin dell’Università di Padova. Sarà infatti il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata a seguire l’intero progetto, dapprima con 12 ore di formazione, che prende il via il 6 febbraio, poi con il monitoraggio del progetto da farsi al termine dell’anno scolastico e quindi la sua eventuale validazione che consentirebbe uno sviluppo su larga scala.

«Non è un caso che questo progetto parta adesso e parta proprio a Treviso», spiega l’assessore alle Politiche Sociali Gloria Tessarolo. «L’Istituto Besta è Centro Territoriale di Supporto e scuola capofila del Centro Territoriale per l’Inclusione delle persone con Disabilità, nonché ha uno specifico indirizzo dedicato alla formazione socio sanitaria e quindi una naturale predisposizione alla sperimentazione sul tema dell’inclusione. Non è un caso perché Agostino Squeglia, genitore e generatore di sinergie, ha saputo coinvolgere tutti gli attori che oggi sono in campo e che danno vita a questa iniziativa cui il Comune di Treviso contribuisce. Scopo ultimo del progetto è quello di renderlo replicabile su larga scala, attivandolo poi in diversi istituti della provincia e soprattutto formando al tutoraggio volontari. Se al termine del percorso ci sarà la validazione da parte dell’Università di Padova allora penseremo in grande perché l’inclusione deve diventare un gesto quotidiano, un modo di pensare e di vivere il rapporto con gli altri».

Fonte: Comunicato stampa
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