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Anche a Treviso solidarietà nei confronti della rivolta iraniana cominciata dopo la morte della giovane curda Mahsa Amini

Sono previste varie iniziative: una mostra ("Stitches on the body of freedom" dal 25 novembre all'11 dicembre alle Gallerie delle Prigioni), alcune performance artistiche (25, 26 e 27 novembre a Ca' Scarpa) e un incontro pubblico con la giornalista de "La Repubblica" Gabriella Colarusso e lo studioso Pejman Abdolmohammadi (mercoledì 23 novembre alle ore 18.30, a Ca' Scarpa).

Parole chiave: protesta iraniana (1), Mahsa Amini (1), eventi culturali (1), solidarietà (190), diritti umani (19), libertà (25)
Anche a Treviso solidarietà nei confronti della rivolta iraniana cominciata dopo la morte della giovane curda Mahsa Amini

Dal Centre Pompidou di Parigi alla Fondazione Imago Mundi di Treviso, ecco la performance dei due artisti iraniani concepita per affermare la loro solidarietà con la rivolta iraniana iniziata dopo la morte della giovane curda Mahsa Amini, accompagnata da una mostra e da un incontro pubblico.

La mostra si terrà dal 23 novembre all’11 dicembre, mentre le performance avranno luogo il 25, 26, 27 novembre, a Ca’ Scarpa e Gallerie delle Prigioni di Treviso.

“In Iran è sempre esistita la tradizione di tagliarsi i capelli nei momenti di lutto e di dolore. Ma dopo la tragica morte di Mahsa Amini per mano della polizia morale, il taglio dei capelli è divenuto un simbolo di resistenza e di empatia in tutto il mondo. Un atto di solidarietà che dà forza ai corpi e alle anime ferite nelle strade dell’Iran. Come artista donna e artista queer, dopo la fuga dal controllo patriarcale sui nostri corpi e sulle nostre identità, l’arte rimane la nostra unica salvezza”. Con queste parole Niyaz Azadikhah e Alireza Shojaian, protagonisti di “Iran: Stitches on the Body of Freedom” (Suture sul corpo della libertà) a Ca’ Scarpa, presentano la performance omonima che avrà luogo il 25, 26 e 27 novembre, a Ca’ Scarpa e Gallerie delle Prigioni. Accolta per la prima volta dal Centre Pompidou di Parigi lo scorso 9 ottobre, dove era nata come manifestazione spontanea nella piazza antistante il museo, la performance verrà riproposta a Treviso. Tutto ruota attorno a un drappo che riporta lo slogan più diffuso nelle manifestazioni contro il regime iraniano: “Donna, vita, libertà”.

Durante la performance, Niyaz Azadikhah e Alireza Shojaian cuciranno i capelli donati dai visitatori e da chiunque voglia partecipare al progetto di solidarietà.  Fino a venerdì 25 novembre, chiunque desideri partecipare alla performance “Stitches on the Body of Freedom” può inviare per posta o consegnare di persona la propria ciocca di capelli (ben legata e in una bustina) alla Fondazione Imago Mundi (Piazza del Duomo 20, 31100 Treviso) oppure la può consegnare agli artisti dal 25 al 27 novembre a Treviso, nel corso della performance. Chi lo desidera, può inviare fotografie o brevi video girati in verticale del momento del taglio della ciocca, alla email info@fondazioneimagomundi.org. 

Mercoledì 23 novembre, ore 18.30, si terrà a Ca’ Scarpa, un incontro aperto al pubblico: “Zan Zendegi Azadi – Donna, Vita, Libertà”, con Gabriella Colarusso, giornalista di Repubblica, esperta di Iran, e Pejman Abdolmohammadi, professore associato di Studi mediorientali all’Università di Trento e ricercatore associato dell’Ispi.  

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