Treviso
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Barriere architettoniche, un piano per eliminarle

Il Comune lavora sugli spazi pubblici, sedi istituzionali, scuole, musei civici, piazze, parcheggi e parchi. Il progetto prevede una spesa di oltre 5 milioni di euro in 10 anni

Parole chiave: edifici pubblici (1), barriere architettoniche (9), scuole (324), parcheggi (20), parchi (9), disabilità (34), piazze (9), inclusione (14)
Barriere architettoniche, un piano per eliminarle

La Giunta del Comune di Treviso ha approvato l’adozione del nuovo Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici e spazi urbani pubblici della città.
Si tratta di un progetto decennale che prende in considerazione 28 edifici comunali, 33 edifici scolastici, dai nidi alle scuole secondarie di primo grado, 22 impianti sportivi, 13 piazze e 2 parchi. Saranno rivisti anche 4 percorsi pedonali e 5 fermate di mezzi pubblici. Il progetto riguarda sia il centro storico che i quartieri.

Verranno dunque stanziati per i lavori più di 500 mila euro all’anno, per una spesa complessiva stimata in 5 milioni 281 mila euro. Nel dettaglio, 4 milioni 750 mila euro serviranno per i lavori sugli edifici, 480 mila euro per gli spazi urbani, 33 mila per i percorsi e 13 mila per le fermate.

Nella co-progettazione del piano sono state coinvolte le associazioni di categoria e i componenti del tavolo permanente delle disabilità, rappresentato da tutte le associazioni che operano nel settore presenti sul territorio. A fare da tramite tra le associazioni e il Comune, la figura del Disability manager, Rodolfo dalla Mora.
Il tavolo, nato nel marzo del 2019, si riunisce con cadenza bimestrale grazie al coordinamento dell’assessora alle Politiche sociali Gloria Tessarolo e fa convergere enti come Inps e Ulss2 con le associazioni trevigiane come La Nostra Famiglia, Anffas (Associazione nazionale di famiglie con persone con disabilità), Gaac, Unione italiana ciechi, Ente nazionale sordi, Aism, Comitato italiano paralimpico, Aitsam, associazione don Paolo Chiavacci, Uildm e Csv. Le associazioni hanno fatto sapere che ora si prenderanno il tempo necessario per studiare il piano in maniera approfondita e fare le opportune osservazioni.

Il piano, già presente da 26 anni, è stato riattualizzato negli obiettivi, nelle strategie e nell’utilizzo di nuove tecnologie per rendere la città più inclusiva, facendo attenzione a tutti i tipi di disabilità, motorie, ma anche psichiche e sensoriali. E’ stato redatto dalla società Consylio srl di Padova di concerto con l’assessora al Sociale e con quello ai Lavori pubblici Sandro Zampese.
Tutti i cittadini, per trenta giorni, potranno consultare il progetto negli uffici del Comune e nella pagina web istituzionale e formulare osservazioni sul piano adottato prima dell’approvazione in Consiglio comunale, che dovrebbe avvenire entro la fine di settembre.

Secondo lo studio di Consylio, comunque, le aree analizzate si presentano a tutt’oggi come “accessibili” o “mediamente accessibili”. Sono stati considerati “non accessibili” solo 7 edifici sul totale di quelli presi in esame. Si tratta della sede di Telefono amico, di quella di Telefono azzurro e altre associazioni, dell’ex circoscrizione A in via Dalmazia, ex circoscrizione B in via Coghetto, del complesso di villa Letizia, di villa Capuzzo e dell’Archivio comunale e sede della Banda musicale.

Fra gli immobili presi in considerazione anche Ca’ Sugana, palazzo Rinaldi e le sedi dei musei civici. Tra le piazze “mediamente accessibili” che necessitano di qualche accortezza in più per divenire davvero inclusive, piazza Rinaldi, San Parisio e San Francesco. I parcheggi catalogati con la stessa etichetta sono quello dell’ex Pattinodromo, piazzale Burchiellati e quello di via L. Pastro. Per quanto riguarda i parchi, saranno resi più accessibili i giardini Mazzotti, a ridosso delle mura nord-ovest e Botteniga a nord-est.

A titolo esemplificativo, la scheda di progetto sul parcheggio di piazza Vittoria, catalogato già come “accessibile” ha previsto la possibilità di adeguare la segnaletica verticale e orizzontale dei posti auto esistenti riservati a persone con disabilità, la creazione di percorsi guida esterni mediante mattonelle tattili (60x60 centimetri) in materiali idonei alla percezione dei non vedenti, percorsi tattili plantari con rilievi trapezoidali o semisferici equidistanti, mappe tattili realizzate in lastre monoblocco e tabelle luminose a led specifiche per attraversamenti pedonali.

Ca’ Sugana, sede del Comune, sarà uno dei primi edifici sui quali si interverrà. Sono previsti percorsi tattili interni ed esterni, segnali adesivi cromatici, creazione e allargamento di passaggi pedonali, un totem per la segnaletica informatica, realizzazione di posti auto riservati, segnaletica luminosa, l’adeguamento di un servizio igienico e degli impianti tecnologici, il posizionamento di un parapetto o corrimano. Tra interventi di carattere motorio, sensoriale e cognitivo i lavori costeranno circa 62 mila euro. “Quello che presentiamo - ha commentato il sindaco Mario Conte - è qualcosa di diverso dai singoli progetti, è un cambio di mentalità, per una città più inclusiva e accessibile a 360°. Si tratta di un progetto a lungo termine, non vogliamo infatti vivere alla giornata ma progettare il futuro”.

Gli interventi proseguiranno negli anni anche in base a iniziative già programmate a cui si accosteranno. La priorità sarà in parte dettata dal maggiore utilizzo delle strutture. Attraverso il piano si spera inoltre di intercettare ulteriori fondi regionali, nazionali ed europei.

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