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Canova, da giugno si viaggia

Ryanair annuncia 22 nuove rotte per l'estate. Tuttavia, come sottolinea il segretario generale della Cisl trevigiana Massimiliano Paglini, la riapertura deve tenere conto della tutela dei lavoratori

Canova, da giugno si viaggia

L’aeroporto Canova doveva già essere aperto dal primo di aprile, invece ora si parla di riapertura per il 1° giugno. Da quella data sul sito di Ryanair sono prenotabili i voli in partenza dallo scalo trevigiano.

La compagnia aerea ha infatti annunciato lo scorso 20 aprile le rotte per l’estate 2021 nella regione Veneto. Fra queste sono comprese quelle da e per Treviso.

Due gli aeromobili basati al Canova, con 200mila dollari di investimento, e 48 le destinazioni in totale (5 domestiche, 43 internazionali) 22 delle quali nuove, come Corfù, Bristol, Creta, Riga e Trapani.

“Mentre i programmi di implementazione delle vaccinazioni continueranno nei prossimi mesi, il traffico aereo è destinato a crescere questa estate e siamo lieti di annunciare il nostro operativo per l’estate 2021 sul Veneto con oltre 260 voli settimanali e 65 rotte da Treviso, Verona e Venezia Marco Polo, incluse 23 nuove rotte per popolari mete estive” la dichiarazione del direttore commerciale di Ryanair, Jason Mc Guinness.

“I clienti Ryanair - ha proseguito Mc Guinness - possono ora prenotare le vacanze estive con la certezza che se i loro piani dovessero cambiare, possono spostare le date di viaggio due volte senza pagare il supplemento di cambio volo fino alla fine di ottobre 2021, e pagando solo l’eventuale differenza di prezzo”.

Nonostante gli annunci di riapertura non mancano tuttavia le preoccupazioni per i lavoratori e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil il 22 aprile hanno organizzato un presidio di fronte al Canova, presenti lavoratori del settore trasporti, sicurezza aeroportuale, dei servizi e dell’indotto turistico e commerciale. Lo scopo era quello di riportare le rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici che gravitano attorno al sistema dell’aeroporto.

“A tutt’oggi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale sulla ripresa del lavoro nello scalo - ha chiarito il segretario generale Cisl Massimiliano Paglini -. Le criticità sono quelle di tutti i sistemi aeroportuali, ma Treviso in questo momento, unica infrastruttura ancora chiusa, è quello che sta pagando lo scotto più alto. Parliamo di 800 lavoratori fra quelli assunti da Save, l’indotto e i servizi dell’aeroporto. Questi oggi sono tutti in cassa integrazione straordinaria Covid, non ricevono da oltre un anno uno stipendio pieno. Il rischio è inoltre che con la ripresa graduale delle attività e con la fine del blocco dei licenziamenti a luglio, alcuni addetti, soprattutto assunti da piccole ditte sotto i 15 dipendenti, non avendo la possibilità di accedere alla cassa integrazione ordinaria, possano perdere il posto di lavoro.

Inoltre Save ha annunciato la volontà di esternalizzare il servizio di sicurezza, oltre che il taglio della retribuzione per gli stessi lavoratori, con la riduzione della contrattazione integrativa. Se ci stiamo muovendo è perché nessun lavoratore deve pagare questa crisi. Parliamo di un’infrastruttura per la quale il Maserplan appena approvato prevede una totale riqualificazione e che è diventata base Ryanair sulla quale la compagnia aerea sta investendo, insomma gli unici a pagare sono i lavoratori.

Abbiamo chiesto un confronto con Save, ci siederemo a qualsiasi tavolo, siamo disposti a valutare insieme un piano industriale e una ripresa graduale del lavoro, purché non si parli di tagli di stipendi e si trovi il modo di tutelare tutti i lavoratori dal rischio di licenziamento, tuttavia dall’azienda non abbiamo ancora ottenuto risposte”.

I sindacati hanno chiesto anche un confronto con l’Amministrazione comunale di Treviso e con la Regione: “Vedremo il sindaco il primo maggio, durante le celebrazioni per la festa dei lavoratori, e sarà occasione per confrontarci con lui sul tema - ha concluso Paglini -, anche la Regione si è detta disponibile all’apertura di un tavolo di confronto sulla crisi degli aeroporti veneti”. L’assessore al Lavoro Elena Donazzan ha fatto sapere di aver lanciato un appello al ministero del Lavoro sulla mancanza degli ammortizzatori sociali.

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