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Ciclabili, non solo l'Ostiglia

I lavori sul percorso lungo la ferrovia sono ancora interrotti in viale della Serenissima per il ritrovamento di rifiuti speciali. Verranno ultimati in 5 mesi. Finanziamento regionale per la Greenway. Nuovo progetto lungo il Sile fino a Quinto.

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Ciclabili, non solo l'Ostiglia

Ancora attese per l’ultimo miglio della ciclabile Treviso-Ostiglia che doveva essere ultimato entro la fine del 2017 e i cui lavori invece sono stati sospesi in viale della Serenissima, in zona Dogana, a causa del ritrovamento di rifiuti speciali interrati nell’area, che devono essere rimossi.
Lo stato dei lavori
Al momento è stato già ultimato il sottopasso sulla Tangenziale, mentre sono in corso di implementazione i lavori di realizzazione della vera e propria pista nel tratto da Quinto a Treviso. Il tratto tra viale della Serenissima e via Paludetti è in via di realizzazione ed è in preparazione la passerella soprelevata da posizionare sul cavalcavia ferroviario a cui seguirà la finitura della ciclabile.
Secondo una nota emessa dagli uffici dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Elisa De Berti, “i lavori per la costruzione del secondo sottopasso, quello sulla viabilità comunale, stanno per ripartire dopo lo stop causato dal ritrovamento di rifiuti speciali, in ordine ai quali il Comune di Treviso, proprietario della strada, ha approvato il Piano di smaltimento presentato dalla Regione, inserendo delle prescrizioni che causeranno ulteriori analisi dei terreni con un ritardo nell’avvio dei lavori stimabile in circa tre mesi. E’ in corso di ultimazione la predisposizione della perizia di variante dei lavori che riguarda proprio questo tratto resasi necessaria a seguito del ritrovamento suddetto e che verrà discussa in Ctrd alla prima data utile dopo Pasqua”.
L’Ingegnere Paolo Pietrobon, dirigente del settore ambiente del Comune, spiega che alla Regione è stato trasmesso “il parere di Arpav, che prescrive di procedere alla rimozione del terreno per strati orizzontali anziché verticali, in quanto i sondaggi effettuati finora non avevano indagato tutta la profondità del rilevato. Si tratta di terre e rocce da scavo, contenenti materiali di riporto che vanno sottoposti a test di cessione (per escludere rischi di contaminazione delle acque sotterranee ndr), in base all’esito dei quali si può stabilire il destino del materiale scavato”.
I tempi di conclusione dell’opera, a detta della Regione, sono stimabili in circa 5 mesi.
L’altra pista
A Est della Treviso-Ostiglia nascerà inoltre un’altra ciclabile. Sei chilometri finanziati dalla Regione per un costo di 900 mila euro e che andranno a implementare il percorso della Greenway nel tratto che da Sant’Angelo conduce a Quinto di Treviso, dove sarà ricucita all’itinerario che segue l’ex ferrovia militare fino alla provincia di Mantova.
Non si tratta, tuttavia, di una replica dell’ultimo miglio della Treviso-Ostiglia, come si potrebbe pensare, e forse a un certo punto anche sperare, se i lavori dall’altro lato della Noalese dovessero subire ulteriori slittamenti. Si tratta di un progetto diviso in cinque stralci, di cui il finanziamento copre il primo, e che, come chiarisce Nicola Torresan, presidente dell’Ente Parco Sile, “fungerà da raccordo tra Quinto e il Capoluogo, e tra i quartieri di Santa Maria del Sile, San Giuseppe e Canizzano”. “L’infrastruttura non sarà collegata al centro di Treviso – ha continuato Torresan – perché ha uno scopo diverso: parte da villa Letizia, sede dell’Ente Parco Sile, e mette in comunicazione le scuole dei quartieri, per consentire ai bambini di andare a scuola in sicurezza e sensibilizzare i più piccoli all’uso della bici”.
All’altezza di Quinto la pista, che probabilmente sarà realizzata entro il 2020, sarà collegata, grazie a una rotonda, con l’altro lato della via Noalese e con la Treviso-Ostiglia.
“Servirà – ha concluso il presidente dell’Ente – a ricucire i tre quartieri con la Ostiglia, non per i turisti che da Mantova vogliono arrivare a Treviso e che invece proseguiranno per l’ultimo miglio della Ostiglia fino a Santi Quaranta”.
Opere di viabilità
Nel frattempo, attorno e sul tracciato della Treviso-Ostiglia prendono forma altre opere pubbliche. Il Piano degli Interventi adottato dall’Amministrazione comunale lo scorso 14 marzo, che dovrebbe essere approvato dopo 60 giorni e che propone gli interventi operativi sull’assetto del territorio nei prossimi cinque anni, presenta infatti diverse modifiche all’area.
A partire dalla bretella che si è resa necessaria per alleggerire il traffico sulla Noalese nel quartiere San Giuseppe e che, partendo dalla rotonda della Madonnina, dietro le Stiore, e recuperando tratti viabilistici esistenti nel quadrante di Treviso Servizi, si congiunge alla Noalese e alla Castellana.
Andando verso Sud-Ovest si può osservare il tracciato della strada, che nella mappa è segnato in rosso, e che per un tratto viaggia parallelo alla ciclabile, per poi incrociarla reimmettendosi in Noalese dopo l’aeroporto. La strada sarà realizzata con un doppio regime: in parte, nelle aree contornate di grigio, sarà a opera di privati, mentre nelle rimanenti i lavori saranno gestiti dal Comune, che dovrà procedere agli espropri, che possono essere compensati con il nuovo strumento del credito edilizio. Persiste un progetto anche lungo il tracciato della ciclabile. L’assessore alla Rigenerazione Urbana, Marina Tazzer, ha chiarito che si tratterà di un’opera di trasporto pubblico, su rotaia o tipo people mover, la cui definizione verrà concordata anche con l’azienda Save Spa, che gestisce l’aeroporto, e che sarà accostata alla ciclabile per facilitare il collegamento tra il centro città e il Canova.

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