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Collegio Pio X: prima pietra dell'International, progetto per il futuro

Un nuovo edificio ma, soprattutto, un progetto per il futuro, “un atto di coraggio”, un segno che richiama, come ha detto il vescovo, mons. Agostino Gardin, una “costruzione più impegnativa”, quella di “aiutare i ragazzi dando fondamenta solide alla loro vita”.

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Collegio Pio X: prima pietra dell'International, progetto per il futuro

Un nuovo edificio ma, soprattutto, un progetto per il futuro, “un atto di coraggio”, un segno che richiama, come ha detto il vescovo, mons. Agostino Gardin, una “costruzione più impegnativa”, quella di “aiutare i ragazzi dando fondamenta solide alla loro vita”.

L’edificio è quello che sorgerà al collegio Pio X, destinato a ospitare una nuova palestra e, soprattutto, il “Pio X International”, la creatura che darà un’impronta alle celebrazioni per il centenario, previste nel 2020.

La sobria cerimonia della benedizione e posa della prima pietra è avvenuta giovedì 4 aprile.

“Il nuovo plesso è segno di fiducia nel futuro”, ha detto il rettore del Pio X, mons. Lucio Bonomo, che ha ringraziato quanti hanno reso possibile la concretizzazione del progetto, a cominciare dalla Diocesi. E’ toccato al Vescovo benedire la simbolica prima pietra (in realtà una pergamena di ricordo all’interno delle fondamenta in cemento armato) e il cantiere che già si è aperto. L’impresa Guain è chiamata a ultimare la palestra entro il prossimo anno scolastico, mentre si conta di inaugurare l’intera struttura entro il 2020, l’anno del centenario. La nuova costruzione avrà due piani, per complessivi 5.108 metri cubi: al pianterreno la palestra, al primo piano nove aule dedicate all’International.

La maggior fonte di finanziamento deriva dalla vendita all’imprenditore Alessandro Benetton dell’ala Guarnier del Collegio, i cui proventi sono state reinvestiti nel nuovo progetto. Ma l’imprenditore, presente alla cerimonia, ha aggiunto un ulteriore contributo.

Prendendo la parola, Benetton ha espresso la sua gratitudine al collegio Pio X, che gli ha insegnato “il valore della crescita globale e non solo didattica della persona. Qui si sono formate personalità importanti del mondo sociale, culturale, dell’impresa, del volontariato”. Questo, ha proseguito l’imprenditore, “è un progetto di crescita nel quale credo e al quale sono felice di dare il mio contributo”.

E ha invitato a saper “guardare lontano”, concludendo con una frase di don Giussani: “Vi auguro di non stare mai tranquilli”.

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