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Dal Riccati ad Auschwitz: "La colpa di essere nati"

Nella scuola trevigiana la mostra che ricorda l'ex insegnante, deportato ad Auschwitz nello stesso convoglio di Primo Levi.

Dal Riccati ad Auschwitz: "La colpa di essere nati"

La sua colpa fu solo quella di essere nato, e di essere ebreo. Tanto gli bastò per perdere la vita nel campo di concentramento di Auschwitz dove fu trucidato appena dopo il suo arrivo. Si chiamava Alessandro Ottolenghi, era stato insegnante di chimica dell’allora Istituto Tecnico provinciale pareggiato “Jacopo Riccati” di Treviso, l’attuale Riccati-Luzzatti, fino alle leggi razziali, o meglio “razziste” del 1938, in seguito alle quali fu sospeso dall’incarico. Nell’ambito delle iniziative del “Giorno della memoria”, l’istituto lo ricorda ospitando in Aula Magna una mostra che, inaugurata lunedì 18, rimarrà aperta fino al 30 gennaio esclusivamente per le scolaresche trevigiane (per prenotare la visita sarà sufficiente scrivere una mail a convegni@riccati-luzzatti.it, o telefonare alla scuola 0422 410104)
La mostra è dedicata al docente e alla moglie, Marta Minerbi, anch’essa di religione ebraica, maestra di scuola elementare e, dal 1936, direttrice didattica a Mogliano Veneto.
L’esposizione itinerante, è stata allestita precedentemente solo lo scorso anno a Mogliano Veneto e nasce dal lavoro di ricerca del laboratorio di storia di Mogliano della Rete delle Geostorie a scala locale, dell’Associazione Clio ’92, in collaborazione con l’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea. E’ stata curata da Rosella De Bei, Leda Luise e Ernesto Perillo.
La mostra, articolata in 18 pannelli, è strutturata in modo da consentire sempre una chiara contestualizzazione degli eventi relativi ai due protagonisti nel quadro generale della situazione degli ebrei in Italia e in Europa dagli inizi del Novecento fino al primo dopoguerra.
Marta Minerbi e Alessandro Ottolenghi, erano due dei circa 55mila ebrei italiani censiti all’entrata in vigore delle leggi razziali. Erano due persone comuni. Lui toscano, decorato con Croce di guerra al merito, avendo combattuto dal 1916 al 1918, dal 15 settembre1927 al 16 ottobre 1938 insegnava Chimica e Chimica merceologica presso l’Istituto trevigiano. Erano due ebrei italiani fortemente integrati nella comunità nazionale.
Alessandro Ottolenghi si era iscritto nel 1926 all’Afs (Associazione fascista della scuola) e nel 1932 al Partito nazionale fascista, ricoprendo numerosi incarichi all’interno della macchina organizzativa del regime. Marta, la moglie, si era iscritta al Fascio femminile di Voghera fin dal 1926 e poi a quello di Paese, dove era stata anche vicesegretaria e fiduciaria delle Giovani Fasciste.
Il 1938 è l’anno tragico per la comunità ebraica italiana e uno degli anni più bui della nostra storia. La legge razziale inizia la “persecuzione dei diritti” degli ebrei, che vengono esclusi dalle scuole, dagli uffici pubblici, e vengono sottoposti al divieto di matrimoni misti.
Il 12 ottobre Marta Minerbi deve abbandonare il suo incarico di Direttrice Didattica a Mogliano Veneto e il 16 ottobre Alessandro Ottolenghi viene sospeso dal servizio, con un provvedimento comunicatogli dal preside Giovan Battista Cervellini il 22 ottobre (Archivio del Riccati).
Dopo l’8 settembre 1943 e l’occupazione nazi-fascista del centro-nord Italia, la situazione degli ebrei italiani si aggrava e si passa dalla persecuzione dei diritti alla “persecuzione delle vite”.
Marta riesce a sfuggire alla deportazione nascondendosi in conventi di suore prima a Venezia e poi presso il Lago Maggiore.
Alessandro, sfollato a Roncade, nascosto presso una famiglia, viene arrestato il 27 gennaio 1944, incarcerato a Treviso, trasferito il 15 febbraio nel campo di Fossoli e deportato il 22 febbraio ad Auschwitz assieme ad altre 550-600 persone, nello stesso convoglio di Primo Levi.
Giunge a destinazione il 26 febbraio e viene ucciso probabilmente il giorno stesso del suo arrivo al campo.
Nel 1945 Marta Minerbi viene reintegrata nell’amministrazione scolastica e riassume il suo incarico di Direttrice Didattica. Nel 1954 pubblica il primo di numerosi romanzi e libri per l’infanzia che scriverà, “La colpa di essere nati” che racconta nel dettaglio la tragica storia alla quale è sopravvissuta e che ora è presentata da questa interessante ed intensa mostra.

Fonte: Comunicato stampa
Dal Riccati ad Auschwitz: "La colpa di essere nati"
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