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Gay Pride: alla fine la Giunta Manildo decide per il patrocinio. Con qualche distinguo

La decisione presa all'unanimità, nonostante la contrarietà di diversi consiglieri comunali. Netta contrarietà all'utero in affitto.

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Gay Pride: alla fine la Giunta Manildo decide per il patrocinio. Con qualche distinguo

Nel corso della giunta di ieri il sindaco di Treviso Giovanni Manildo e la giunta comunale hanno concesso all'unanimità il patrocinio all'Onda Pride previsto per il 18 giugno a Treviso. Una scelta arrivata nonostante la contrarietà di due gruppi di maggioranza e di diversi consiglieri comunali. Al tempo stesso la Giunta si smarca dalla completa paternità nei confronti dell'evento e pone una serie di distinguo. Questa una parte della comunicazione con la quale la Giunta comunale spiega la scelta: "Riguardo al Manifesto “Treviso Pride 2016” l’Amministrazione comunale di Treviso, nel legittimo rispetto delle diverse sensibilità etiche e culturali che la compongono e la animano, afferma di non riconoscersi nella totalità delle istanze presentate nel Manifesto stesso, relativamente a vita amministrativa e politica, sanità e istruzione pubblica. In particolare, per quelle istanze che possono in qualche modo dare adito ad aperture riguardo al cosiddetto “utero in affitto” , questa Amministrazione comunale esprime la propria contrarietà. Le competenze di un Ente locale esulano dalle questioni eticamente sensibili, che devono lasciare rispettoso spazio alla libertà di coscienza personale. Tuttavia chi ha l’onore e l’onere di svolgere un incarico amministrativo di rilievo al servizio di una città non ne diventa il proprietario, ma è chiamato dai cittadini e dalle norme dello Stato a rappresentare una comunità nella sua totalità e nella sua diversità, avendo come primo obiettivo l’organizzazione dei servizi, la tutela dei soggetti più deboli e la garanzia delle condizioni di democrazia e giustizia all’interno del proprio territorio. Non a caso “sindaco” è termine che etimologicamente richiama alla giustizia e indica – dal greco – chi deve organizzare la città “sun–dike”, “con giustizia”. Concedere un patrocinio dunque non significa assumere la paternità dell’organizzazione o la responsabilità della buona riuscita di un evento o di una manifestazione, soprattutto quando al centro di un’iniziativa vengono posti temi non amministrativi. Nel riconoscimento del patrocinio all’Onda Pride, vi è la accertata coerenza dell’evento in questione, rispetto al quadro dei valori costituzionali che devono guidare e “giudicare” la nostra convivenza, in primo luogo la “costituzionale” libertà di pensiero. La concessione del patrocinio all’Onda Pride regionale del 18 giugno prossimo a Treviso va quindi considerata da un lato come legittimo riconoscimento di un diritto (costituzionale) a manifestare; dall’altro come un non volere e non poter chiudere gli occhi di fronte alle pesanti discriminazioni subite nel corso del tempo dagli omosessuali e che continuano anche oggi a causa dell’orientamento sessuale. Questa Amministrazione comunale nei tre anni di mandato ha operato molto sul piano del riconoscimento dei diritti civili: Registro delle unioni civili, cittadinanza civica ai ragazzi nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri, istituzione del Registro per le Disposizioni anticipate di Trattamento, nuovo Regolamento per l’assegnazione degli alloggi popolari in cui per la prima volta si considera la situazione del genitore separato con figli a carico. Alla luce di ciò, pur ritenendo legittima la scelta di organizzare cortei, riteniamo che le priorità dell’amministrazione si sviluppino nel lavoro quotidiano a sostegno del riconoscimento concreto dei diritti e nel sostegno a tutti coloro che a Treviso si trovino nelle condizioni di fragilità. Preoccupazione dell’Amministrazione è che, qualsiasi sia l’oggetto di una manifestazione, siano imprescindibili e necessari nello svolgimento di un corteo il rispetto, la sobrietà e la continenza dei modi di espressione. Crediamo che la libertà e la sensibilità altrui debbano essere rispettate e assicurate, a maggior ragione nei momenti in cui si rivendicano i propri diritti. Siamo certi che gli eventi previsti dal Treviso Pride e in particolare il corteo finale si terranno nei modi rispettosi delle diverse sensibilità di chiunque assista alla manifestazione e del buon senso, lontani quindi dall’utilizzo di provocazioni verbali e comportamenti irrispettosi che l’amministrazione sarà chiamata a sanzionare. Nel contemperamento tra il diritto fondamentale e costituzionale a manifestare, a esplicare la propria individualità, e il rispetto del decoro della Città, certi della collaborazione degli organizzatori e tenendo conto delle altre iniziative previste per quel giorno, propongo la concessione del patrocinio e chiedo alla Giunta di esprimersi in merito alla richiesta in oggetto.

Fonte: Comunicato stampa
Gay Pride: alla fine la Giunta Manildo decide per il patrocinio. Con qualche distinguo
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