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Goldin, il no è definitivo

Il direttore di Linea d'ombra spiega i motivi che lo hanno portato a rinunciare al progetto per far tornare a Treviso le grandi mostre. Anche se tiene socchiusa una porta pe ri prossimi anni, "dopo che saranno conclusi i lavori a S. Caterina" Intanto sale la temperatura nella maggioranza.

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Goldin, il no è definitivo

Marco Goldin dice no al suo ritorno a Treviso. In modo definitivo, almeno per il 2015. I motivi li ha spiegati oggi, lunedì 9 marzo, nel corso di una conferenza stampa a Padova, nello studio del suo legale. Goldin ha speigato che aveva presentato a Manildo il suo progetto lo scorso 14 gennaio. Che pensava a ben otto mostre, per valorizzare il patrimonio artistico trevigiano. Insomma, un'indiretta risposta ai contestatori, rispetto ai quali si dice addolorato ed offeso.

Ma il vero motivo del no è l'incertezza sui lavori a Santa Caterina, tanto da none escludere un ripensamento per gli anni a venire, ma solo quando i lavori alla sede museale saranno conclusi.

Resta, per la città e particolarmente per il sindaco Manildo, che molto si era speso per il progetto, il sapore di una beffa. Anche perché nel frattempo sono esplosi i malumori dentro la maggioranza e sono affiorate le tensioni, per la verità precedenti al caso Manildo, tra il Pd e l'assessore alla Cultura Franchin. Hannop fatto rumore le parole del capogruppo Pd a Palazzo dei Trecento, Giovanni Tonella: “Diverse sono le responsabilità non da meno quelle di chi non ha fatto nulla per sostenere da subito il progetto e non ha dimostrato capacità amministrative sul fronte della cultura. Servono menti nuove, giovani, ricche di energia. Serve un regista al copione che la maggioranza ha già scritto per la cultura – incalza il capogruppo - e i cui contenuti sono emersi sia agli Stati Generali sia al convegno del PD tenuto poco tempo fa proprio a Santa Caterina”.

Questa invece la risposta di Luigi Calesso di Impegno Civile, in difesa del "proprio" assessore: "L’attacco è male indirizzato, visto che l’assessore Franchin ha lavorato di concerto con il Sindaco e l’assessore Camolei per la realizzazione della grande mostra. L’attacco è particolarmente sgradevole perché, in realtà, è rivolto al Sindaco, visto che è stato Giovanni Manildo il principale protagonista della operazione Goldin e su di lui, quindi, finisce per pesare ogni accusa rivolta all’amministrazione nella gestione della vicenda. Piuttosto, il capogruppo Tonella dovrebbe interessarsi del fatto che tre dei componenti del gruppo consiliare che presiede hanno sottoscritto il documento che attaccava l’amministrazione sulla scelta di ospitare al museo di Santa Caterina la mostra di Goldin".

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