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Home festival: tra record, qualche disagio e un brutto gesto

Un evento che cresce ogni anno: capace di portare decine di migliaia di giovani in città, ma anche di creare polemiche soprattutto nel quartiere di San Giuseppe, per gli alti volumi e per un atto vandalico e perfino profanatore.

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Home festival: tra record, qualche disagio e un brutto gesto

Un evento che cresce ogni anno: capace di portare decine di migliaia di giovani in città, ma anche di creare polemiche soprattutto nel quartiere di San Giuseppe, per gli alti volumi e un atto vandalico e perfino profanatore: stiamo parlando dell’Home Festival, l’evento rock che ha monopolizzato lo scorso fine settimana: 88mila presenze nell’area della Dogana, 160 cantanti e gruppi, un intero camping allestito in zona.

Secondo il fondatore Amedeo Lombardi, “la nostra maggiore soddisfazione è legata agli ospiti, ai manager internazionali e ai responsabili dei festival europei che ci hanno consacrato e legittimato come leader in Italia per la realizzazione di un vero evento di caratura internazionale. Per quanto riguarda la gestione dell’evento, è andato tutto alla perfezione. In primis per la qualità musicale, alla quale si è affiancata una fitta rete di eventi collaterali, valorizzati anche dalla nostra presenza in centro storico. Il livello dei servizi che abbiamo proposto ha raggiunto il top dalla nascita di Home Festival. Gran lavoro anche sul fronte della sicurezza, sia in ingresso che dentro l’area”.
Non tutti, però, condividono questa analisi. Scrive un cittadino di San Giuseppe Vittore Trabucco: “Per quest’anno è finita e non posso, in tutta sincerità, dire: è stato bello, disagi irrilevanti, quartiere pulito ed immacolato, lamentele pretestuose o - come ho sentito -, di che ci si lamenta, volete mettere l’aeroporto? No, mi dispiace, la realtà è diversa”. Oltre ai disagi, magari preventivabili, non è mancato un episodio molto spiacevole: “Il capitello di strada dell’Aeroporto imbrattato con simboli satanici - scrive Trabucco -, la nostra cara  Madonnina riempita di bottiglie di birra e col tiro al bersaglio con pezzi di cocomero contro le pareti esterne e la tela, prima metà del 900 di un paliotto che percorreva le nostre contrade nella rogazioni”. Senza contare le altre “tracce” lasciate nei dintorni. I residenti si sono subito messi al lavoro per ripulire. Chiedendo però più attenzione perché gesti come questo non si ripetano.

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