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Il Giappone contagia Treviso

Con la luce fioca delle lanterne sul fiume Botteniga, si è conclusa la sesta edizione del Nipponbashi d'Estate. Un'edizione che ha consacrato il festival come uno degli appuntamenti più attesi e seguiti per quanto concerne la cultura giapponese in Italia.

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Il Giappone contagia Treviso

Con la luce fioca delle lanterne sul fiume Botteniga, si è conclusa la sesta edizione del Nipponbashi d'Estate. Un'edizione che ha consacrato il festival come uno degli appuntamenti più attesi e seguiti per quanto concerne la cultura giapponese in Italia.

Migliaia i visitatori arrivati da ogni parte di Italia e d'Europa; tra i tanti hanno partecipato all'evento anche austriaci e tedeschi e qualcuno è arrivato perfino dal Giappone. Il richiamo più forte è stato quello della mostra de L'Attacco di Giganti, un'esclusiva Nipponbashi, mai vista prima in Europa. Ma una volta "varcata la soglia" del quartiere Heian, l'ex istituto Umberto I di Borgo Mazzini, sede degli eventi, i visitatori si sono fatti coinvolgere dai tanti appuntamenti previsti durante la Kermesse. Dai workshop di pittura su seta, al mini corso sull'estetica dei Kimono, al laboratorio per imparare a disegnare come un vero mangaka: queste le proposte che hanno riscosso più successo, oltre al concerto di Cristina D'Avena che ha richiamato una folla di bimbi e adulti nostalgici degli anni ottanta.

Grande partecipazione anche alla gara Cosplay  della domenica pomeriggio che ha visto tra i protagonisti anche alcuni youtubers, dalla giovanissima ShoottoPoteto ai popolari tra i teenagers Lilletta Ely e Stefano Piffer.

Anche la mostra mercato ha fatto da catalizzatore, soprattutto per i trevigiani a passeggio nelle piazze del centro storico della città. In tanti hanno portato a casa un ricordo giapponese, un rigoglioso bonsai o un gadget particolare.

Ma il fiore all'occhiello della manifestazione lo ha rappresentato la Giapp'Osteria, lo stand gastronomico gestito da Yuri Kagawa che ha proposto ai più di 4000 avventori un menù composto da streetfood nipponico, come gli okonomiyaki, gli onigiri o la yakisoba.

La soddisfazione degli organizzatori è tanta, come la consapevolezza che la cultura nipponica non è più solo un fenomeno di nicchia , ma che ha cominciato a diventare cultura pop in occidente, fruibile  e apprezzata dal grande pubblico. "Se l'edizione di quest'anno è stata vincente" dice Elisabetta Grosso, presidente dell'associazione Nipponbashi " è per le proposte inedite che il festival offre spaziando nei vari ambiti culturali, ma è soprattutto per la grande passione dei volontari che quest'anno, come non mai, hanno contribuito a creare un'esperienza indimenticabile per i visitatori."

Fonte: Comunicato stampa
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