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"Il fiume e la sorgente": si celebrano i 175 anni di storia dell'Istituto canossiano

Il primo momento è stato la santa messa, presieduta dal Vicario generale lunedì 8 ottobre in Cattedrale, alla presenza dei circa 800 studenti, autorità, insegnanti e diversi genitori. mercoledì 10 in mattinata e in serata due incontri. Inaugurata una mostra dedicata a Simon Benetton.

"Il fiume e la sorgente": si celebrano i 175 anni di storia dell'Istituto canossiano

L’Istituto canossiano di Treviso ha festeggiato questa settimana un’importante ricorrenza: il proprio 175° anno di presenza in città. Un evento che è stato celebrato, per scelta delle suore e dei presidi Stefano De Marchi (scuola primaria, media e licei) e Andrea Michielan (scuola di formazione professionale) con il coinvolgimento di tutta la “comunità educante”: religiose, insegnanti, genitori e studenti, attraverso vari appuntamenti di carattere spirituale, educativo, storico e artistico.
Il primo di questi momenti è stato la santa messa, celebrata lunedì 8 ottobre in Cattedrale, alla presenza dei circa 800 studenti, autorità, insegnanti e diversi genitori. Il vicario generale, mons. Adriano Cevolotto, che ha presieduto la celebrazione, ha paragonato l’attuale Istituto canossiano a “un grande fiume”, del quale è importante conoscere “la sorgente, cioè santa Maddalena di Canossa, che visse la parabola del Buon samaritano”. Aveva infatti “occhi e cuore per vedere” i bisogni dell’infanzia di quel tempo, per “provare compassione”.

Quelle origini, la successiva storia e le prospettive future saranno approfondite nei prossimi appuntamenti: il 10 ottobre, in mattinata, una riflessione, intitolata “Chi me lo fa fare?”, con gli studenti, a cura del prof. Nicola Giacopini dello Iusve e con il preside emerito Francis Contessotto; e in, serata, un incontro di carattere storico aperto a tutti, con la madre provinciale d’Italia suor Marilena Pagiato, i presidi emeriti Francis Contessotto e Anna Baldoin, e lo storico Ivano Sartor.
Quest’ultimo evidenzia l’importanza dell’Istituto trevigiano, “che fu voluto direttamente dalla santa Maddalena di Canossa, che ne parlava ancora nel 1823. La santa non vide la nascita dell’Istituto, nei locali che prima ospitavano il Seminario diocesano, in via Manzoni. Ma venne in due occasioni a Treviso. Tante le personalità, non solo di religiose, legate all’Istituto, ricorda Sartor: tra queste madre Maria Oliva Bonaldo, inizialmente canossiana; Giuseppina Bianco, leader del movimento cattolico a Castelfranco; il filosofo Luigi Stefanini e il futuro cardinale Pietro Pavan, che furono insegnanti; il rettore della Cattolica padre Agostino Gemelli, amico della Bonaldo e più volte ospite della struttura. Oggi, martedì 9, è stata anche inaugurata nell’istituto una mostra del maestro Simon Benetton, che resterà aperta fino al 3 novembre, mentre giovedì 11 sarà inaugurata una nuova aula didattica polifunzionale.

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