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Il gruppo scout Agesci Treviso 1° festeggia il centenario di attività

Questo fine settimana il gruppo scout Agesci Treviso 1, che opera in centro storico, celebra i suoi cento anni di attività con un ampio programma di attività. 

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Il gruppo scout Agesci Treviso 1° festeggia il centenario di attività

Una storia lunga cento anni, fatta di impegno e passione educativa, con lo sguardo sempre pronto a scrutare l’orizzonte per superare nuove frontiere e formare i cittadini di oggi e di domani. Festeggiano i cento anni dalla fondazione gli scout del gruppo Agesci Treviso 1 e lo fanno con un ricco calendario di appuntamenti, che ripercorrono gli elementi essenziali dello scoutismo: il dialogo e il confronto, il fuoco,  l’alzabandiera, la messa, la festa. “Non potevamo non ricordare questo compleanno - raccontano i capigruppo Antonella Della Giustina e Alessio Bergamo -. Siamo per costituzione sempre proiettati al futuro ma, stavolta, ci è sembrato importante fermarci e fare memoria”.

Perché è così significativo per voi questo appuntamento?

E’ il momento in cui guardare alla nostra storia e riflettere sui motivi per i quali siamo ancora qui a credere e realizzare lo scoutismo 100 anni dopo la nascita del gruppo, mettendo a fuoco i punti di forza che, allora come oggi, caratterizzano questa esperienza. Cambiano i contesti, le comunità, le famiglie, i ragazzi, ma la proposta scout resta salda e attuale nei suoi fondamentali.

Che cosa continua nel tempo a essere valido nello scoutismo?

Innanzitutto un percorso che accompagna i bambini e i giovani a crescere nelle abilità manuali, nei rapporti con gli altri, nel servizio, nella vita spirituale. Da compiere nella libertà e mettendo a frutto ciò che di prezioso ciascuno porta in sé. Ancora di più oggi, dentro a un mondo in cui le esperienze virtuali diventano abitudine e si conformano, lo scoutismo offre la possibilità di esprimersi appieno e di dare valore alla propria unicità.

Dunque, non è anacronistico continuare a credere che “stare buoni non basta”?

Stare buoni non basta nasce dal canto “Scouting for boys” della route nazionale 1986, amato dai rover e dalle scolte di tutte le generazioni La sua prima traduzione si intitolava: “Manuale per la formazione dei buoni cittadini”, ed è questo il cuore dell’esperienza scout. Baden Powell scrisse “mentre vivete la vostra vita terrena, cercate di fare qualche cosa di buono che possa rimanere dopo di voi (...) E, ricordate che essere buoni è qualche cosa ma che fare il bene è molto di più”. Lo scoutismo in fondo è una proposta di educazione alla cittadinanza.

Da sempre, e anche nella vostra esperienza concreta di oggi, è forte il “patto” tra generazioni.

Molti dei capi delle diverse branche sono adulti che accompagnano a crescere e assumere responsabilità i giovani, per permettere ai bambini e ai ragazzi di diventare scout. Tutto questo richiede dedizione, tempo, formazione; significa credere fortemente in una proposta educativa, che in tantissimi casi si è vissuta da piccoli, e poter restituire questa opportunità ad altri. Alla fine lo scoutismo semina e poi ogni persona, nella sua vita, raccoglie nei modi più diversi, interessanti, creativi, i frutti.

Un’esperienza sempre di frontiera. Ieri nell’educazione all’ambiente, oggi nell’inclusione di tutti.

I lupetti all’Immacolata sono circa 25, le lingue native 17. Cantano insieme “siamo d’uno stesso sangue fratellino io e te”. La mondialità è da sempre parte dello scoutismo, dai Jamboree (letteralmente marmellata di popoli, raduno mondiale), all’impegno per la pace, nelle grandi calamità ed eventi. Ma anche nel servizio concreto, che a Treviso è con la Comunità di Sant’Egidio, nel doposcuola delle suore Dorotee, allo spazio aggregativo di San Paolo.

Appuntamento in questi giorni di festa?

Assolutamente. Cominciamo venerdì 4 novembre dalle 18 alle 20 agli spazi Bomben per parlare insieme di cittadinanza, prima nata in seno all’esperienza scout e poi realizzata concretamente nel mondo con Andrea Cereser, Paolo Pietrobon, Marco Cortesi. Sabato 5 alle 21 ci spostiamo alla Chiesa Votiva per il “fuoco di bivacco”, dove si ripercorrerà il bagaglio canoro scout arricchito nel corso degli anni dai canti della resistenza, di quelli sessantottini di protesta e di impegno civile, degli spiritual in italiano e di certe canzoni di cantautore. Domenica alle 9.30 al bastione San Marco, sulle mura, Alzabandiera e quadrato con le autorità cittadine e alle 11.30 messa a San Nicolò. Alle 13 festa finale alla chiesetta di Sant’Anna a Monigo.

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