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Intervista al sindaco Conte: "Tutti in ciclopolitana"!

Tracciamo il bilancio di questa parte di mandato, nel quale il primo cittadino di Treviso parla delle sue priorità, a partire da viabilità (in particolare della sistemazione della Strada Ovest) e ambiente. Messaggio a Goldin: “Le porte sono aperte”.

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Intervista al sindaco Conte: "Tutti in ciclopolitana"!

Gli obiettivi principali, dal punto di vista amministrativo, sono due: “La sistemazione della Strada ovest e la creazione di una rete di piste ciclabili che io chiamo ciclopolitana”. Non c’è spazio, invece, per ambizioni politico-partitiche ulteriori, nonostante “radiolega” lo dia sempre più nelle grazie di Matteo Salvini: “La sua stima mi fa piacere, sta facendo molto bene, ma il mestiere del sindaco di Treviso va fatto a tempo pieno, guardando all’esempio che da anni ci offre il nostro governatore Luca Zaia”. Al quale, sottovoce, dice di ispirarsi nel suo stile di amministratore “soft”, restio alle sparate e ai toni da crociata: “E’ difficile litigare con me”.
Mario Conte è alla guida del Comune di Treviso da poco più di un anno. Un tempo sufficiente per prendere confidenza con la macchina amministrativa e fare un, seppur provvisorio, bilancio.
Soddisfatto, sindaco, di questo primo anno?
Sì, è positivo, è servito per prendere confidenza e per fare già molte cose, grazie anche a una macchina amministrativa che mi ha sorpreso in positivo. Da uno studio, risulta la più efficiente del Veneto e, di conseguenza, possiamo dire che è una delle prime in Italia.
Stare all’opposizione vi ha fatto bene?
Direi proprio di sì, i 5 anni sono serviti per crescere, per riprendere il contatto con i cittadini, che magari si erano un po’ interrotti. E a me è servito molto fare il capogruppo.
La sua Giunta è molto diversa da quelle di Gentilini e Gobbo...
E anche rispetto a quella di Manildo. E’ una squadra mezza politica e mezza tecnica, ho puntato a valorizzare le competenze e una nuova generazione di politici.
Intanto le opposizioni vi accusano di aver cambiato il Piano interventi e di portare nuovo cemento in città. Cosa risponde?
In realtà, su questo, l’opposizione parla a bassa voce. Infatti, il Piano interventi è quello della Giunta Manildo, noi abbiamo solo potuto fare alcune correzioni dando risposte alle 626 osservazioni dei privati. Abbiamo cercato di valorizzare i quartieri. Tuttavia, l’idea è quello di rifarlo con la nostra impostazione, tenendo ovviamente in conto le leggi regionali e statali. Non si può chiedermi di difendere un piano che non è nostro.
Altra critica, la parziale marcia indietro sulle ztl in centro. Perché questa scelta?
Era una strana ztl, con autorizzazioni per 6mila auto. Siamo per una chiusura progressiva alle auto del centro storico, ma prima dobbiamo ripopolarlo di pedoni. Ci confortano gli ultimi dati sulla residenza in centro storico: più 200 abitanti in un anno, dentro le mura, più 500 in tutto il Comune.
Mobilità e viabilità, quali priorità?
Abbiamo sbloccato il Terraglio est, entro il mandato speriamo di fare progressi anche sul quarto lotto della Tangenziale, abbiamo avviato il trasporto pubblico su bus elettrici. Ma le priorità sono due: la sistemazione della Strada ovest, partendo dalla rotonda, o meglio da un “otto”, che toglierà i due semafori all’altezza della pizzeria Da Pino; e poi la ciclopolitana, io la chiamo così. Serve una rete di piste ciclabili sicure, se vogliamo ridurre le auto. Inizieremo collegando con il centro San Paolo e San Liberale.
Una scelta, dunque, a favore dell’ambiente. Ce ne saranno altre?
La precedente Giunta ha speso 150mila euro in 5 anni per i bonus da dare a chi sostituisce la vecchia caldaia, noi siamo a 200 in un solo anno.
Niente nuova stazioncina a Santi Quaranta?
Realisticamente mi pare difficile, credo valga lo stesso anche per le Ferrovie. Piuttosto, spero in una riqualificazione della stazione attuale e della sua area, una volta che la stazione delle corriere andrà all’ex Cuor.
Sulla cultura, si nota un nuovo approccio, ma non c’è più Goldin...
A livello generale diciamo che in questo settore c’erano da molti anni gli stessi personaggi, per carità, di ottimo livello. A volte serve qualche cambiamento. Ma non mi riferisco certo a Goldin, per il quale le porte restano aperte. Spero di collaborare in futuro. Intanto, mi godo con orgoglio l’accordo con il Teatro Stabile che ha salvato il Comunale. In autunno, ci sarà la mostra sul Kunsthistoriches Museum di Vienna e la Natura morta. Vogliamo dare un tocco di internazionalità alle iniziative, insieme valorizzando le nostre collezioni. Ci piacerebbe riuscire a mettere in rete il patrimonio artistico e culturale della nostra città, penso anche alla Diocesi. E poi, mi lasci dire: facciamo magari qualche evento in meno, ma con più qualità.
Contento del rapporto con le parrocchie e con la Caritas, con la quale i leader del suo partito spesso polemizzano?
Il rapporto con le parrocchie e i parroci è ottimo. Io sono cresciuto da piccolo a San Paolo, con don Mario Beltrame. Le parrocchie devono tornare a essere punti di aggregazione nei quartieri. Vedo parroci dinamici, da parte nostra c’è tutta la disponibilità. Le scuole paritarie sono importanti, abbiamo innalzato di 100mila euro il contributo agli asili. Anche con la Caritas il dialogo è buono. Ci può essere qualche idea diversa, ma penso che entrambi mettiamo al centro la persona e vedo che la Caritas opera molto bene.
Treviso resterà un riferimento nelle politiche sociali?
Qui ci sono case di riposo, cooperative, associazioni di assoluta eccellenza. Noi vogliamo affiancarci. Lo stiamo facendo per esempio con il disability manager, con il tavolo famiglia e disabilità, con il dialogo sui senza dimora e sul dormitorio. Sugli immigrati, ora, la gestione è tranquilla, merito anche del rapporto con la Prefettura.

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