Treviso
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“La Storga, un possibile Parco”

E' il nome del progetto presentato per la prima volta nel 2012 dal Gruppo di lavoro Storga nell'ambito della fase di consultazione del P.A.T. Si prevede la realizzazione di un parco urbano-rurale su entrambe le sponde dell'affluente del Sile, a salvaguardia di un ambiente naturale per certi versi ancora intatto e ricco di biodiversità

“La Storga, un possibile Parco”

Sembra che i trevigiani abbiano a cuore le sorti del piccolo fiume di risorgiva Storga e del suo parco. Sono più di 8000 le firme raccolte per la sua salvaguardia, più precisamente 7844 firme cartacee effettuate durante la manifestazione Suoni di Marca che ha ospitato il banchetto di Gruppo di lavoro Storga, Radici Felici e della sezione trevigiana di Italia Nostra. Ci sono inoltre 356 firme raccolte online e 396 firme simboliche, non conteggiate, appartenenti a bambini e ragazzi che hanno voluto esprimere la loro opinione, anche se non ha un valore legale.

 

L'inizio della storia del parco della Storga risale alla fine degli anni '70. Nel corso degli anni spesso il fiume ha corso il rischio di scomparire a causa dei progetti di vendita dell'area dell'ex Sant'Artemio prima, e per la prospettiva della costruzione della tangenziale est poi. Sventati questi rischi, anche grazie alla società civile che spesso si mobilitò per difendere questa piccola meraviglia ambientale, oggi la sponda sinistra del fiume, quella a est, è tutelata dal P.A.T. del Comune di Treviso come “Parco agrario della Storga”.

 

Tuttavia la riva destra, quella a ovest, è lasciata senza nessuna tutela e addirittura inserita in un settore di “Urbanizzazione consolidata”. Con la raccolta firme si è chiesto dunque di supportare una “Osservazione” presentata ad ottobre 2013 dal Gruppo di lavoro Storga in occasione della fase di consultazione del P.A.T che sostiene la necessità di tutelare entrambe le rive del fiume come facenti parte di un unico organismo.

 

Il progetto prevede la creazione di un'area cuscinetto sul lato ovest del fiume, in modo tale da salvaguardarne entrambe le sponde e la nascita di un'area indicata come “Parco Urbano-Rurale”, con percorsi naturalistici, ciclopedonali e culturali che andrebbe a costituire un ulteriore polmone verde a ridosso della città e a “cucire” insieme una serie di aree naturali quali le Fontane Bianche a nord, il parco di villa Margherita a ovest, il parco del fiume Sile a sud, e il compendio Melma-Piovesan a est.

 

La commissione urbanistica della città di Treviso ha attualmente ritenuto l'osservazione degna di attenzione e lo stesso sindaco, Giovanni Manildo, ha dichiarato in via ufficiosa la validità del progetto che ora dovrà essere presentato in Provincia per l'approvazione.

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