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Mobilità sostenibile nella zona di Ca' Foncello: una proposta che nasce dal basso

Salvaguardia Ambiente Casier onlus, che nei mesi scorsi -  il supporto di un progettista, l’architetto Luigi Tonon - ha provveduto alla stesura di un proposta concreta, con relativo piano di fattibilità, di una nuova pista ciclopedonale che andrebbe a collegare la zona dell'ospedale Ca' Foncello con la Restera. Il progetto proposto dalle associazioni è stato “già presentato e discusso con l'Amministrazione comunale di Treviso, che si è dimostrata molto favorevole all’idea, e con i vertici dell'Ulss 9, a loro volta non contrari.

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Mobilità sostenibile nella zona di Ca' Foncello: una proposta che nasce dal basso

Nel dicembre 2014 i residenti nella zona a sud di Treviso, con il coordinamento dell'Associazione Salvaguardia Ambiente Casier onlus, organizzarono un'assemblea pubblica per discutere di viabilità ed ambiente nell'area dell'ospedale, alla luce dei futuri progetti Cittadella della Salute e Terraglio est. La richiesta che uscì dall'assemblea fu: “Meno automobili, maggiori servizi di trasporto pubblico, più pedoni e biciclette, ma anche maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle scelte strategiche in materia di sviluppo e viabilità”. 
Da ultimo, il convegno chiese con forza una “pista ciclabile dedicata e protetta, che colleghi direttamente l'area dell'ospedale Ca' Foncello con l'anello delle mura cittadine, passando a fianco del deposito degli autobus e con un nuovo attraversamento sul fiume Sile, in prossimità del Ponte della Gobba”. 
Un'iniziativa popolare partita dal basso
La proposta dell'assemblea è stata raccolta da Salvaguardia Ambiente Casier onlus, che nei mesi scorsi - con il supporto di un progettista, l’architetto Luigi Tonon - ha provveduto alla stesura di un proposta concreta, con relativo piano di fattibilità, di una nuova pista ciclopedonale che andrebbe a collegare la zona dell'ospedale Ca' Foncello con la Restera. 
“Siamo un gruppo di cittadini sensibili ai temi della mobilità sostenibile – spiega il presidente di Salvaguardia Ambiente Casier, Roberto Rasera – e da anni ci battiamo perché anche a Treviso vengano attuate iniziative per incentivare l'uso di mezzi alternativi all'auto privata, per migliorare la qualità di vita delle persone, favorendo la salute e la tutela dell'ambiente. Per questo nostro progetto abbiamo avuto l'adesione di Italia Nostra Treviso e di Fiab Amici della Bicicletta Treviso”.  
Il problema traffico in zona ospedale
“La mobilità nell'area a sud di Treviso – continua Rasera – è sempre più caotica e storicamente caratterizzata da una scarsa permeabilità fra il centro storico ed i quartieri interessati (Sant'Antonino, San Lazzaro, chiesa votiva e zona Ca' Foncello), compresi servizi fondamentali quali l'ospedale. La ferrovia ed il fiume Sile rappresentano oggi due barriere difficili da superare. Il traffico, già caotico nell'area del Ca' Foncello, rischia di diventare addirittura insostenibile sia con l'avvento della nuova Cittadella della Salute sia soprattutto con la paventata realizzazione del Terraglio Est”. 
Nell'Accordo di programma sottoscritto dall'Ulss 9 con l'Amministrazione comunale di Treviso, nell'ottobre 2014, per la realizzazione della Cittadella della Salute, fra i vari interventi sono previsti 1.000 nuovi posti auto e 100mila euro, a carico dell'Azienda sanitaria, questi ultimi destinati ad interventi sulla viabilità dell’area. “Gli interventi ipotizzati, - aggiunge Rasera - a nostro avviso non incidono minimamente in senso positivo sul miglioramento del traffico veicolare. In alternativa, proponiamo di destinare i 100mila euro e, perché no, anche parte dei fondi destinati ai nuovi parcheggi (300 posti non erano inizialmente previsti nell’Accordo di programma), alla realizzazione di una pista ciclopedonale, da e verso l'ospedale, che vada da Ponte della Gobba a via Polveriera in prossimità dell’entrata “vecchia” dell'ospedale. Tale opera sarebbe sicuramente a servizio dell'intera città, peraltro in un tracciato già individuato nel Biciplan del Comune di Treviso approvato nel 2012”.
Il progetto proposto dalle associazioni è stato “già presentato e discusso con l'Amministrazione comunale di Treviso, che si è dimostrata molto favorevole all’idea, e con i vertici dell'Ulss 9, a loro volta non contrari, anche in un'ottica di maggiore attenzione alla mobilità sostenibile e quindi alla salute dei trevigiani. Resta ovviamente molto da fare, tra cui reperire ulteriori risorse nel caso in cui quelle indicate non fossero sufficienti”. 
Il progetto di una pista ciclopedonale
La proposta presentata dai cittadini andrebbe ad integrarsi con il sistema di piste ciclabili di collegamento con i quartieri a sud di Treviso, con l'obiettivo di incentivare l'uso delle bici e l'accesso ai pedoni in centro storico, diminuire il traffico veicolare di accesso all'ospedale, ridurre l'inquinamento della zona, facendo riscoprire ai cittadini zone naturalistiche sconosciute ed anche di interesse storico. Nel dettaglio, il progetto prevede la realizzazione di una passerella metallica a monte del Ponte della Gobba, l’attraversamento della ferrovia tramite un sottopasso esistente ma da riadattare, l’attraversamento del parco a nord del deposito MOM, un'ulteriore passerella in legno su uno dei bracci del Canale della Polveriera, infine lo sbocco finale su via della Polveriera, utilizzando un ponticello già esistente. Il percorso intercetta peraltro vecchie opere idrauliche, alcune delle quali a servizio dell’ex polveriera attiva a Treviso fino al 1850. La lunghezza complessiva della pista ciclopedonale è inferiore ai 700 metri. E’ stato stimato un costo complessivo di realizzazione intorno ai 500mila euro.

Fonte: Comunicato stampa

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