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Mura di Treviso, un tesoro sotterraneo

Aumentano le richieste per visitare i percorsi allestiti dagli speleologi trevigiani. Questo nuovo tipo di turismo infatti sta prendendo piede: sono 800 le persone in lista d’attesa.

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Mura di Treviso, un tesoro sotterraneo

Da circa un anno e mezzo l’associazione Treviso sotterranea si occupa di scoprire e far conoscere le aree sottostanti la città. Sebbene sia attiva solo dal 2014, in realtà sono ormai 35 anni che un gruppo di speleologi urbani si occupa di queste ricerche a Treviso.
Grazie al loro lavoro sono state aperte nuove vie al turismo cittadino che stanno riscontrando un enorme successo di pubblico.
In questo momento il percorso visitabile si colloca sotto la cinta muraria della città e va dalle scuole Stefanini a ponte della Pria, passando per porta san Tomaso. L’itinerario fonde gli elementi cinquecenteschi delle mura originarie con le testimonianze del passaggio della prima e della seconda guerra mondiale con rifugi e depositi di munizioni. Sono invece in fase di allestimento le visite a porta santi Quaranta e al torrione santa Sofia.

“A maggio – ha raccontato Roberto Stocco, socio fondatore di Treviso sotterranea – durante la fiera dei Quattro Passi, abbiamo raccolto le adesioni per l’apertura dei siti. Nel primo fine settimana hanno partecipato più di 200 persone. Altre 180 hanno effettuato la visita guidata alla Treviso ipogea in concomitanza con la manifestazione sulla cultura giapponese Nipponbashi, il weekend dell’11 e 12 luglio. Oltre 800 persone in questo momento sono in lista di attesa. Siamo in procinto di firmare una convenzione con il Comune, in modo tale da rendere regolare il calendario degli accessi ai visitatori. Nel frattempo durante il festival di Suoni di Marca che è iniziato il 23 saremo presenti con un banchetto per raccogliere nuove adesioni per le date del 2, 3, 8 e 9 agosto”.
Il lavoro dell’associazione permetterà inoltre di dare lavoro come guide a due o tre giovani laureati attualmente disoccupati. Treviso Sotterranea fa parte della Società speleologica italiana e del circuito di Italia sotterranea il che darà l’opportunità di mettersi in rete con le città che in tutta Italia hanno deciso di valorizzare il loro patrimonio ipogeo e sarà una vetrina importante a livello italiano ed europeo.
Tra gli scopi dell’associazione c’è anche quello di salvaguardare e recuperare il patrimonio storico-artistico trevigiano. “Il nostro obiettivo è anche quello di trovare i fondi per rendere fruibili altri siti – ha spiegato Stocco –. Con il supporto del Comune possiamo reperire i fondi europei per proseguire con il recupero delle mura, che in fin dei conti sono il più grande monumento che abbiamo in città. Padova ha attinto a questi fondi ad esempio, per cui con un po’ di buona volontà la cosa è fattibile”.

L’apertura di questi percorsi sta dando vita alla possibilità di un turismo alternativo che normalmente non viene preso in considerazione, ma che in diverse città italiane sta diventando una possibilità concreta di sviluppo anche economico. “Con la convenzione tra l’associazione e il Comune – ha commentato l’assessore al turismo Luciano Franchin – daremo la possibilità di perseguire questo progetto utilizzando tutte le misure di sicurezza necessarie. Sono molto soddisfatto, è un’idea in cui ho creduto e che porterà un grande valore artistico e culturale per la città”.

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