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Notte dei senza dimora: il sogno di una città accogliente

Hanno contribuito alla realizzazione dell'evento, sostenuto dall'amministrazione comunale,  oltre 90 volontari, decine di studenti e 15 associazioni, tra cui la cooperativa Servire, che si occupa anche di gestire il dormitorio comunale di via Pasubio che ha riaperto le porte ai senza dimora lunedì 13 ottobre.

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Notte dei senza dimora: il sogno di una città accogliente

Con quella che si è svolta sabato 11 ottobre scorso siamo arrivati alla quarta edizione trevigiana della “Notte dei senza dimora”, manifestazione presente su tutto il territorio nazionale e legata alla “Giornata internazionale per l'eliminazione della povertà” del 17 ottobre.

La notte, che per una cinquantina di ragazzi si è conclusa dormendo sotto le stelle assieme ai senza dimora, ha lo scopo di far conoscere alla popolazione la realtà di queste persone, condividendone le esperienze e cercando di superare tipizzazioni e stereotipi per creare una rete di relazioni.

Hanno contribuito alla realizzazione dell'evento, sostenuto dall'amministrazione comunale,  oltre 90 volontari, decine di studenti e 15 associazioni, tra cui la cooperativa Servire, che si occupa anche di gestire il dormitorio comunale di via Pasubio che ha riaperto le porte ai senza dimora lunedì 13 ottobre.

“Tre anni fa, quando abbiamo iniziato – ha raccontato Fabio Tesser della cooperativa Servire –, i senza fissa dimora non erano mai stati contati, non c'erano dati e il sistema dell'accoglienza era inadeguato. Oggi, grazie al sostegno delle parrocchie, dei volontari e del comune queste persone hanno un volto. Abbiamo delle cifre abbastanza esatte e un discreto numero di posti letto per affrontare l'emergenza freddo”. 4 di questi si trovano i via Risorgimento, mentre la Caritas mette a disposizione 18 posti letto e da quest'anno altri 10 per le donne senza dimora. Il fenomeno al femminile rimane circoscritto, ma avendo esse differenti esigenze rispetto ad un uomo si sentiva la necessità di un luogo dedicato a loro. Altri 20 posti si trovano nel dormitorio comunale a santa Maria del Sile al quale si accede facendo domanda ai servizi sociali. “La struttura di via Pasubio – ha spiegato l'assessore al sociale Liana Manfio – è stata una grande conquista per l'amministrazione: da quando è aperta ha ospitato 63 persone per una media di 27 pernottamenti ciascuno”.

Durante il pomeriggio nel centro storico della città si sono susseguite performance teatrali, concerti e manifestazioni artistiche. In pescheria il maggior numero di affluenze, per ascoltare la musica di “Note senza fissa dimora”.

Dal tardo pomeriggio si è riempita anche la Loggia dei Cavalieri che ospitava la mostra di disegni e collage di Enrico Colussi e Michele Biancon e il laboratorio creativo degli studenti del liceo artistico.

La serata si è conclusa alla Loggia con la tavola rotonda “Le parole si fanno azioni. Le voci di chi si impegna con i senza dimora” durante la quale è stato presentato  l'operato di Caritas, San Vincenzo e delle parrocchie di Treviso. Dopo la cena a buffet ci si è spostati a piedi a santa Maria del Sile dove chi voleva ha potuto dormire nel parco adiacente al dormitorio di via Pasubio assieme ai senza dimora.

Un più ampio servizio sul numero della Vita del popolo del 19 ottobre

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