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Per la squadra dei migranti il gioco riprende

Ha suscitato molto clamore la notizia dell’impossibilità economica per la squadra amatoriale di calcio dei migranti delle Serena, di iscriversi al campionato del prossimo anno. Poi ci ha pensato Astoria vini.

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Per la squadra dei migranti il gioco riprende

Il decreto sicurezza e immigrazione del ministro dell’Interno Salvini ha mietuto diverse vittime anche tra le strutture di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo del Trevigiano. Se associazioni come Caritas hanno preferito focalizzarsi su progetti di accoglienza diffusa sul territorio da finanziare con soldi propri, altre strutture continuano il loro lavoro facendo i conti con gli ingenti tagli di fondi.

Tra queste l’azienda Nova Facility che gestisce il Centro di accoglienza straordinaria alle ex caserme Serena, che ha dovuto tagliare diversi servizi “accessori” come gli interpreti, i mediatori culturali, i corsi e i laboratori che sostenevano l’inclusione sociale dei richiedenti asilo. Sono state ridotte le ore di lavoro di medici e infermieri e anche il personale, che in alcuni casi ha perso il proprio posto di lavoro.

In tutto questo ha suscitato molto clamore la notizia dell’impossibilità economica per la squadra amatoriale di calcio dei migranti, di iscriversi al campionato del prossimo anno. Un progetto che da diverso tempo aiutava l’integrazione delle persone straniere nel tessuto sociale era destinato, come tanti altri, a cessare di esistere.

In loro soccorso, una volta letta la notizia, è arrivato il presidente di Astoria Wines Filippo Polegato che, dopo averne discusso con il padre Paolo, ha preso contatti con il presidente dell’associazione amatori calcio Treviso e con il presidente della squadra delle ex Serena, nonché presidente di Nova Facility Gianlorenzo Marinese e ha deciso che l’azienda finanzierà l’iscrizione dei ragazzi al campionato di quest’anno.

La squadra, vincendo per due volte il proprio girone, era salita rapidamente dalla serie C alla B, e quest’anno dunque potrà iscriversi al campionato amatori di serie A. I 20 giovani, quindi, grazie al supporto economico della nota casa produttrice di prosecco, potranno sostenere le visite mediche, l’iscrizione al campionato e le spese di trasporto sui campi da gioco.

Una decisione, come ha spiegato Filippo Polegato, presa con la certezza di avere una responsabilità nel sensibilizzare la società sulle tematiche del razzismo e contro ogni tipo di intolleranza in primis come persone e cittadini e in secondo luogo come azienda leader del settore vinicolo e in quanto tale influente sull’opinione pubblica.

“Abbiamo visto che il progetto era servito molto negli anni passati per l’integrazione dei migranti e dunque abbiamo deciso di appoggiarlo – ha commentato il presidente di Astoria –. Conosciuta la realtà di Nova Facility abbiamo capito che c’è un lavoro serio dietro per permettere ai richiedenti asilo di entrare a far parte della comunità, lo dicono anche i dati, infatti alle Serena, dove risiedono 350 persone, soprattutto famiglie con bambini, il dato di occupazione è del 30%, ma nella caserma di Oderzo in cui le persone ospitate sono 250, soprattutto uomini, il dato sale all’80%”.

“La nostra filosofia – ha continuato Polegato –, sia come persone che come azienda, è quella di essere vicini alle minoranze e ai progetti nel sociale. Abbiamo diverse attività in questo campo: negli ultimi anni si parla di più di immigrazione e c’è più seguito, ma è dai primi anni duemila che ci spendiamo in campagne contro il razzismo utilizzando come veicolo di comunicazione sopratutto lo sport. Durante il Vinitaly, alla presenza del presidente Zaia, abbiamo presentato con un video in cui 6 atleti della nazionale di atletica di origine non europea si raccontavano e rispondevano agli insulti rivolti loro nei social media. Il progetto contro gli hate speach, i discorsi d’odio formulati nel web, ora prosegue con un concorso rivolto a tutti i creativi per realizzare una campagna per combattere l’odio nei social network che scadrà ad ottobre. Il miglior lavoro verrà finanziato”.

E, a proposito di web, non sono mancati i commenti sui social contro la decisione di Astoria di finanziare la squadra dei richiedenti asilo: “Alcuni ci hanno attaccato sui social dicendo che ci sono anche tante altre squadre amatoriali che hanno bisogno di sostegno, ma chi lo fa non conosce la nostra storia, la nostra è una scelta etica e va al di là della sponsorizzazione. Diamo sostegno anche a molte altre realtà, come facciamo parte del consorzio di imprenditori che sosterrà il Treviso calcio, non è colpa nostra se alcune cose vengono più pubblicizzate di altre. E’ una delusione vedere come nel ventunesimo secolo ancora si facciano certi discorsi, per alcuni il mondo è globale solo quando fa comodo. Senza contare che noi non ci occupiamo esclusivamente di immigrazione, ma di intolleranza a 360 gradi, il che significa anche l’organizzazione di campagne contro l’omofobia e la violenza sulle donne ad esempio. In Italia – ha concluso Polegato – ci sono tante brave persone, noi portiamo avanti un pensiero personale con la forza del nostro marchio”. 

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