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Porta a porta a metà del guado

Il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti già introdotto in circa metà dei quartieri periferici. L'opinione di alcuni cittadini

Parole chiave: porta a porta (17), rifiuti (83), contarina (66), treviso (1610)
Alcuni cassonetti distribuiti dalla Contarina

Ad un paio di mesi dall’avvio della fase sperimentale del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, a che punto siamo? Abbiamo deciso di capirlo da chi già sta entrando in confidenza con bidoni e turni di raccolta.
Siamo infatti a oltre metà delle periferie coperte dalla sperimentazione: i quartieri di Canizzano e Sant’Angelo, San Giuseppe, Monigo, Santa Bona e San Pelaio sono già partiti, Santa Maria del Rovere, Selvana e Fiera stanno vivendo in queste settimane le prime attività di avvio e dal 1° marzo saranno operativi. Entro luglio tutta la città dovrebbe partire, compreso il centro storico.
Tutto comincia con la distribuzione di materiale informativo, cui seguono poi la convocazione di un incontro pubblico di spiegazione del nuovo sistema e la distribuzione dei bidoni. E a sentire i primi pareri dei cittadini, sono proprio questi ultimi a creare i maggiori malumori per le loro grandi dimensioni. Tutto il resto è accolto con tranquillità: “Vivo a S. Bona - racconta Francesca - ma prima abitavo a Casier, quindi sono abituata al porta a porta. Proprio per questo non ho nemmeno partecipato all’incontro organizzato da Contarina. I tre bidoni grandi effettivamente occupano molto spazio e noi, che abitiamo in un condominio, abbiamo trovato la soluzione di tenerli ciascuno nel proprio garage. L’unica cosa che non condivido è che, per quanto minimo, ci sia un importo da pagare per i rifiuti vegetali, non vedo la differenza con l’umido”.
Oltre ai bidoni, Contarina dà indicazioni di come separare i rifiuti: “L’opuscolo che danno in accompagnamento è molto chiaro, anche se qualche dubbio tra plastica e secco, nonostante i tanti anni di esperienza, ce l’ho ancora. Comunque, il fatto che per i primi mesi vengano segnalati gli errori di scarico è effettivamente molto utile”.
Le dimensioni dei bidoni non vanno giù a molti: “Non capisco perché non differenziare - afferma Antonia che vive a Santa Maria del Rovere, dove i contenitori sono già stati distribuiti -. Tra una famiglia con tante persone e un’anziana che vive sola come me ci deve essere differenza, prima che io riempia quei tre bidoni passeranno mesi, durante i quali dovrò tenere i rifiuti in garage”. Ma in tutte le persone intervistate c’è la consapevolezza dell’importanza di questo passo: “Per anni mi è capitato di notare cosa finiva nel rifiuto non riciclabile - commenta Antonia -, tante cose che con un po’ di impegno si sarebbero potute riciclare. Era quindi inevitabile che arrivassimo al sistema in uso in tutto il resto della provincia”.

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