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Riparte l'offerta culturale dei musei civici di Treviso

Arriva il Ritratto del doge Erizzo, dal forte valore simbolico per la ripresa dopo la pandemia. In programma la monografica su Paris Bordon, ma anche mostre su Dante, Canova, Martini e Rossi in vista dell'inaugurazione dell'ampliamento del Bailo prevista per il prossimo 17 maggio

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Paris Bordon-Allegoria

Riprende la programmazione culturale del Comune di Treviso, che annuncia le mostre in programma ai musei civici nei prossimi mesi e l’inaugurazione, prevista per il prossimo 17 maggio, del secondo stralcio dei lavori di riqualificazione del museo Bailo. Il museo avrà spazi espositivi raddoppiati, nuove zone per mostre temporanee, per i servizi al pubblico e per i depositi. In totale sulla struttura sono stati investiti 8 milioni di euro. Un primo stralcio dei lavori, che aveva restituito alla cittadinanza il museo chiuso ormai da anni, era stato inaugurato nel 2015.

Nel frattempo, riprendono gli eventi espositivi, anche se con una programmazione modificata rispetto a quella stabilita prima della pandemia. “Dopo 22 mesi di sacrifici - il commento del sindaco Mario Conte - torniamo a promuovere in presenza il programma degli eventi culturali. Sarebbe stato più facile aspettare momenti migliori, invece abbiamo deciso di cancellare ciò che era stato stabilito e ricominciare da capo, cercando nuovi fondi in un periodo non facile. La volontà è quella di cancellare il passato della pandemia per costruire un nuovo presente e futuro”.

La programmazione inizia dall’arrivo in città di un’opera simbolica, attraverso l’iniziativa “Un capolavoro per Treviso”: è giunto infatti, in prestito dal Kunsthistorisches di Vienna, il Ritratto del doge Erizzo, capolavoro di Bernardo Strozzi, che sarà visibile a Santa Caterina dal 19 novembre al 13 febbraio 2022. Simbolica poiché il doge Francesco Erizzo fu promotore della ripartenza economica e artistica della Serenissima dopo la grande peste del 1630. Durante la sua amministrazione sono stati aperti 14 musei e costruita la basilica della Salute. L’opera troverà un posto d’onore nella Galleria dei ritratti di Santa Caterina e permetterà di costruire un percorso espositivo di valorizzazione di una delle più importanti sezioni delle collezioni civiche: oltre 50 ritratti, con opere di artisti quali Lotto, Tiziano, Tintoretto e Palma il Giovane.

Negli spazi del Bailo, e nella pinacoteca Alberto Martini di Oderzo, invece (dal 18 dicembre al 27 marzo 2022) si potrà ammirare la mostra “Treviso Viaggio Dantesco”, omaggio al sommo poeta. Si tratterà di un’esposizione tutta particolare: un excursus sulla fortuna letteraria della Divina Commedia dai primi manoscritti fino ai manga giapponesi.
Sempre al Bailo, dal 25 marzo, si celebrerà l’anno canoviano con la mostra “L’Ottocento svelato. Da Canova al Romanticismo storico”, che esporrà importanti opere del maestro di Possagno e il meglio della ricchissima raccolta d’arte ottocentesca dei musei civici. Tra le opere attese anche una delle più celebri dello scultore: Amore e Psiche.

Nel frattempo, a Santa Caterina si potrà ammirare (dal 27 febbraio al 26 giugno) la grandiosa monografica su Paris Bordon, mostra internazionale che gode di prestiti dai più importanti musei europei.

I riflettori torneranno di nuovo ad accedersi sul Bailo dove, dal 17 maggio si aprirà al pubblico la Galleria del Novecento, con opere che vanno dall’inizio del “Secolo breve” e sino agli anni ’70, con lo Spazialismo. In parallelo è previsto un originale “Omaggio a Gino Rossi”, che presenterà, per la prima volta, accanto ai dipinti, un ampio nucleo di disegni inediti e mai prima esposti dell’artista trevigiano.

“Treviso - ha dichiarato l’assessore alla Cultura Lavinia Colonna Preti - sta vivendo un momento di grandissimo fermento dal punto di vista turistico e culturale. Le visite ai musei civici sono tornate a livelli pre-Covid e la mostra dei manifesti di Casaro al museo nazionale Collezione Salce in Santa Margherita e nella nuova sede di San Gaetano sta andando molto bene. Inoltre l’iniziativa dei privati ha permesso di recuperare spazi come le Gallerie delle Prigioni, Ca’ Scarpa e la chiesa di San Teonisto. Vogliamo dunque continuare a offrire eventi attrattivi e di respiro internazionale tutti i giorni e tutto l’anno”.

“Il progetto su Treviso - ha concluso il direttore dei musei civici Fabrizio Malachin - ricolloca la città al centro del dibattito scientifico sull’arte”.

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