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Selvana: una storia lunga sessant'anni

Domenica 15 ottobre, nel 60° anno di fondazione della parrocchia, è stata concelebrata una partecipata messa, in memoria di quanti hanno contribuito alla costruzione dell’edificio sacro. Nei mesi scorsi una serie di eventi culturali.

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Selvana: una storia lunga sessant'anni

Da mesi siamo in Festa e tante persone hanno risposto con generoso entusiasmo alle diverse occasioni di ricordo e ricostruzione storica delle tappe fondamentali della chiesa parrocchiale di Selvana. Partiamo dagli eventi più recenti: venerdì 13 ottobre, in chiesa, c’è stata la lettura integrale dello scritto di Ippolita Sommer Fanna (che si attivò fin dal 1947 per far erigere una chiesa a Selvana) a don Egidio Imoli, primo Parroco, che racconta la nascita di questa comunità, attraverso la voce recitante e intensa di Lucrezia Ricci.

Comitato Pro erigenda Chiesa

Intermezzi musicali, accuratamente adattati e diretti da Daniela Pellizzari, hanno impreziosito la singole parti della lettera, accompagnandole con il canto a cappella, eseguito magistralmente dall’ “Ensemble vocale femminile Qera”: 12 “ninfe” (questo è il significato del loro nome di tradizione omerica) dalla giovane età, ma dalla voce assolutamente potente. Non c’è da essere sorpresi, il loro maestro è appunto Daniela Pellizzari - diplomata in canto lirico, con notevole esperienza concertistica in Italia e all’estero - coadiuvata dalla pianista Cristina Bardella.
Ricordiamo inoltre gli altri importanti apporti musicali, che sono stati regalati alla parrocchia di Cristo Re, in questi mesi di festeggiamenti: in primis il maestro Florindo Baldissera che, in maggio, ha rapito i presenti con l’arpeggio della sua chitarra; il primo luglio successivo, nella cornice di villa Fanna a Venturali, una suggestiva santa messa è stata accompagnata al violoncello dalla bravissima Anna Campagnaro.
E che dire - sabato 23 settembre - dell’esecuzione della “missa longa” di Wolfgang Amadeus Mozart in chiesa? Il direttore Francesco Fanna, di chiara fama, con L’ensemble vocale “Academia Ars Canendi” (diretta da Manuela Meneghello) e l’Orchestra Venezia Classica, ha portato l’ esperienza musicale alla massima intensità emotiva. A tutti i presenti è rimasto un nodo in gola, unito al desiderio “espresso” di reiterare prossimamente questi incontri melodiosi, che fanno tanto bene all’anima.
E finalmente domenica 15 ottobre, nel 60° anno di fondazione della parrocchia, è stata concelebrata una partecipata messa, in memoria di quanti hanno contribuito alla costruzione dell’edificio sacro. E’ stata manifestata doverosa gratitudine verso tutti coloro che operarono nei trascorsi decenni, dando infine uno sguardo commosso ai volti dei primi promotori, di cui ora si conserva un pannello in Chiesa. Nello stesso, viene inoltre messa in luce una famosa “Canzoneta de Selvana” di autore anonimo, che è sempre interessante rileggere, nella sua assoluta semplicità riassuntiva.
 Ancora un grazie è stato esternato ai parroci,(ma ricordiamo anche le religiose, i cappellani festivi, il cui elenco sarebbe troppo lungo) da don Egidio Imoli a don Artemio Favero, fino all’attuale don Antonio Guidolin, per il cammino intrapreso e condotto tra la gente, in parrocchia.

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Ha presieduto la celebrazione eucaristica mons. Giuseppe Rizzo, delegato per la Vita consacrata, alla presenza del sindaco Giovanni Manildo. E’ stata tagliata una grande torta, come s’addice a ogni genetliaco che si rispetti ma... non è finita qui, perché altre iniziative sono programmate per mantenere vivo tale evento così importante per la comunità selvanese.

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