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Sui Pronto soccorso basta spot, i problemi sono a monte

Duro attacco della CGIL di Treviso al presidente del Veneto Zaia: “Non affronta le questioni della Sanità”. Ivan Bernini: “I cittadini non hanno alternativa che affollare gli ospedali e pagare i ticket perché senza l’attuazione del Pssr manca un’efficace risposta al bisogno sanitario sul territorio”.

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Sui Pronto soccorso basta spot, i problemi sono a monte

“Quella degli steward ospedalieri è l’ennesima operazione di immagine, invece di affrontare il problema dalla testa si parte dalla coda. Così la Regione governa la Sanità in Veneto e fa cassa a spese dei cittadini”. Durissimo l’attacco di Ivan Bernini, segretario della Funzione Pubblica e segretario confederale della CGIL di Treviso, che all’indomani dell’inserimento degli steward nei Pronto Soccorso degli ospedali veneti critica l’operare a spot mediatici del presidente Zaia e mette in evidenza il vero problema che sta a monte dell’intasamento: “la mancata realizzazione del Piano Socio Sanitario Regionale costituisce un gap. La scarsa risposta sanitaria sul territorio, in termini di prontezza del servizio, si scarica inoltre sulle tasche dei cittadini costretti a pagare i ticket”.

“All’indomani dell’entusiasmo registrato dall’inserimento degli steward nei Pronto Soccorso del Veneto sul quale il Presidente Zaia si è così tanto speso, non possiamo fare a meno di mettere in evidenza alcune realtà che pare i nostri amministratori non vogliano affrontare – ha spiegato il segretario CGIL di Treviso – questioni ciclicamente coperte da proclami e da interventi a spot: ieri le prestazioni diagnostiche h24 e il varo della programmazione socio-sanitaria, che sempre più appare come irrealizzabile, oggi l’inserimento degli steward che – ricorda Ivan Bernini - dovrebbero costituire un’attività istituzionale normalmente svolta dal personale dipendente, se gli organici lo consentissero”.

“Vale la pena di ragionare su due numeri – continua Benini - 90mila accessi l’anno in Pronto Soccorso nella sola provincia di Treviso (pari a 246 accessi medi al giorno, 10,25 l’ora) di cui, praticamente la metà, il 46% codici bianchi e il 37% verdi che nell’insieme rappresentano quelle situazioni per le quali il cittadino non ha bisogno dell’intervento in pronto soccorso e può rivolgersi al proprio medico, e per i quali dal 2011 la regione Veneto ha introdotto i ticket pari a 25 euro fissi più ulteriori 45 euro massimi per ogni prestazione. Chi entra in pronto soccorso ne esce, indirizzato al medico di base, con un esborso medio di 45,50 euro”.

“Nel frattempo che il PSSR venga adottato, che venga realizzata un’efficiente rete di servizi territoriali h24, con o senza gli steward, i pronto Soccorso scoppiano e questo perché non c’è per il cittadino un’alternativa alle carenze funzionali della medicina territoriale: gli ambulatori dei medici di base sono affollati e le guardie mediche rinviano alle strutture ospedaliere. Da qui bisogna allora partire – conclude Bernini – basta operazioni a spot, si affrontino in profondità i nodi critici del sistema sanitario al fine di offrire il miglior servizio e contenere i costi per i cittadini che già attraverso l’imposizione fiscale contribuiscono alla Sanità regionale”.

Fonte: Comunicato stampa
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