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Treviso avanza a piccoli passi sul tema della depurazione delle acque nere

Il lavoro da fare è ancora molto e il tema, oltre a essere una questione ambientale, diventa anche economico, viste le maxi-multe a cui la Corte di giustizia europea ha condannato il nostro Paese. Nel 2021 primo stralcio dei lavori per realizzare i sottoservizi in centro: "Svolta storica" il commento dell'assessore Sandro Zampese

Treviso avanza a piccoli passi sul tema della depurazione delle acque nere

La questione dell’allacciamento alla rete fognaria delle utenze cittadine è sicuramente un problema ambientale, ma anche economico visto che l’Italia, per non essersi adeguata alle normative europee in materia, è stata condannata a multe salatissime dalla Corte europea di giustizia.

Il Comune di Treviso di recente era ancora agli ultimi posti nella classifica dell’Istat per capacità di depurazione, ma sta tentando di recuperare, come ha spiegato Pierpaolo Florian, amministratore delegato di Alto Trevigiano Servizi, la società pubblica che gestisce i servizi idrici in città. L’azienda infatti alcuni mesi fa informava di aver invitato, nel biennio 2018-2020, 7mila abitanti di Treviso ad allacciarsi alla rete fognria e che 4mila cittadini avevano già provveduto al collegamento. 

Obiettivo 60 per cento

A novembre, dunque, il dato era del 35% delle utenze allacciate alla rete. “Oggi sono un po’ di più - ha chiarito Florian -, chi è invitato ad allacciarsi alla rete lo deve fare entro l’anno e al momento abbiamo raggiunto il 40-42% dell’utenza. Entro il 2023 miriamo ad arrivare al 60%. I lavori sono costosi per una azienda pubblica, ma stiamo avviando diversi progetti”. In primis si è trattato di “liberare spazio” all’interno del depuratore comunale di via Pavese a Sant’Antonino, e questo obiettivo è stato realizzato grazie al progetto “Risanamento delle fognature di Treviso”: riducendo le infiltrazioni delle cosiddette acque “parassite” nella rete fognaria, che consistevano nel 60% dell’afflusso al depuratore, si è constatata nel 2020 una riduzione del volume medio giornaliero depurato dall’impianto pari a 3.000 metri cubi rispetto allo stesso dato relativo al 2018 e 2019. Questo lavoro oggi permette di programmare nuovi allacciamenti e si aprono i cantieri per approntare i sottoservizi. Il 7 gennaio è partito quello in via Locchi, che prevede la posa della rete idraulica e di quella fognaria in concomitanza. Durante i 45 giorni di durata del cantiere, la via sarà chiusa al traffico.

I lavori previsti

L’anno appena trascorso ha visto la realizzazione di una nuova fognatura nera in via Cavini a San Zano e nell’area di Fiera. Inoltre, sono in corso i lavori lungo la Strada Noalese che servirà il quartiere di San Giuseppe e a Santa Maria Rovere, in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Il piano quadriennale degli interventi 2020-2023 prevede un’estensione della rete fognaria nel capoluogo di quasi 15 chilometri di condutture.

Nell’anno previsti gli allacciamenti anche nel quartiere San Liberale con l’avvio dell’ultimo stralcio del progetto di riqualificazione dell’area.

Nodo cruciale rimane il centro storico della città: “La zona è la più critica - ha precisato l’amministratore -, ma abbiamo un progetto e si tratta di un lavoro molto innovativo che partirà già nel 2021. Per coprie tutto il centro comunque ci vorranno una decina di anni, il problema infatti è reperire i fondi. Si tratta di un collettore che dalle mura trasporterà le acque nere passando sotto il Sile, per le tubature useremo la tecnica del micro tunneling: saranno posizionate in profondità per sfruttare la pendenza senza dover inserire tanti impianti per il trasporto dell’acqua, così si scava il meno possibile. Il primo stralcio di 5 chilometri verrà avviato nel lato Sud della città, nell’area dell’Università”.

Altro settore completamente privo di fognatura è quello della Strada Ovest: “E’ un’area importante ma non la definirei una priorità - ha continuato Florian - si tratta infatti soprattutto di utenze commerciali e industriali e dunque meno impattanti dal punto di vista ambientale. Lavorare in una strada così trafficata è un grosso problema, per cui interrverremo se ci sarà un progetto dell’Amministrazione comunale di riqualificazione dell’intero quadrante”.

Nel depuratore di Sant’Antonino infine è stata aperta un’innovativa palazzina a disposizione delle università e attrezzata per la ricerca scientifica sulle acque.

Un piano sistematico nei quartieri

“Finora - ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Sandro Zampese - i lavori sono proseguiti a macchia di leopardo. Adesso iniziamo a lavorare per quadranti e quest’anno allacceremo ben tre quartieri, si tratta di uno sforzo notevole, per non parlare del progetto sul centro, di importanza storica. A San Giuseppe inoltre stiamo lavorando dal punto di vista legale per poter intervenire anche sulle strade private, perché ce ne sono molte, ma i sottoservizi vanno fatti anche lì, si tratta di portare un pubblico servizio. In ogni caso il lavoro è ancora lungo e se parliamo di Strada Ovest c’è un progetto di riqualificazione inserito nel Piano degli interventi, ma non ancora un programma di lavori”.

Ulteriore problema per l’ambiente è lo spreco di risorse idriche dovuto alle perdite delle tubature della rete acquedottistica. Sono 80, sui 300 totali, i chilometri di rete scandagliati nei quartieri di Santa Maria del Rovere, Sant’Angelo, San Zeno, Selvana, San Lazzaro e nel centro storico alla ricerca di falle. Al 23 dicembre 2020 erano state riscontrate 67 perdite e 45 sono già state riparate. “Il beneficio di questo lavoro si può calcolare in un 10% di acqua non dispersa - ha concluso Florian - i tubi sono vecchi e andrebbero cambiati, così si tratta di un lavoro importante, ma che potrebbe continuare in eterno”.

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