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Treviso, il Put ormai scoppia

Sulle strade trevigiane sembra esserci sempre più traffico. Se quando è stato realizzato, ormai vent’anni fa, il Put, ha portato a uno scorrimento più rapido sull’anello interno ed esterno delle mura cittadine, ora il sistema sembra faticare a reggere, con tempi di percorrenza sempre più lunghi e svariati punti in cui i rallentamenti e le code sono all’ordine del giorno. E la Giunta cerca di correre ai ripari.

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Treviso, il Put ormai scoppia

Sulle strade trevigiane sembra esserci sempre più traffico. Se quando è stato realizzato, ormai vent’anni fa, il Put, ha portato a uno scorrimento più rapido sull’anello interno ed esterno delle mura cittadine, ora il sistema sembra faticare a reggere, con tempi di percorrenza sempre più lunghi e svariati punti in cui i rallentamenti e le code sono all’ordine del giorno.

Il vicesindaco Andrea De Checchi ha spiegato i motivi di tali problematiche di traffico: “Abbiamo più veicoli che circolano sulle nostre strade, inoltre arterie come la strada Ovest e viale IV Novembre sono sempre più congestionate e le opere di grande viabilità non sono state completate, manca un anello più esterno che sposti il traffico fuori dal centro città, attraverso il IV lotto della tangenziale e il Terraglio Est. Oggi il Put non è utilizzato solo per arrivare in centro, ma come arteria principale per spostarsi da sud a nord e da est a ovest di Treviso”.

Nella primavera scorsa gli agenti di polizia locale, con la supervisione della Mobility manager Michela Mingardo e in accordo con l’Amministrazione, hanno avviato una serie di esperimenti sulla viabilità della circonvallazione, per migliorare i tempi di percorrenza negli orari di punta. Durante gli esperimenti gli agenti sono stati posizionati su alcuni snodi viari del Put esterno, come porta Carlo Alberto, lo svincolo del Terraglio e sull’area Dal Negro, per modificare manualmente le tempistiche di attesa ai semafori (con durata più breve dei transiti), facendo immettere un flusso alla volta sulla circonvallazione e frazionando il transito dei pedoni. I risultati acquisiti dagli uffici sono stati molto buoni, durante il test i veicoli hanno sempre marciato in movimento e l’intero Put è stato percorso in 13 minuti.

Tuttavia, per risolvere i problemi di traffico nel comune, decongestionando anche il quartiere San Giuseppe e viale della Repubblica, l’Amministrazione punta molto sul IV lotto della tangenziale, che ormai tiene banco nelle cronache locali da svariati decenni, tra progetti, percorsi alternativi, comitati del sì e comitati del no. Con la realizzazione di tale arteria, si dovrebbe spostare in fuori il traffico diretto verso l’area Pedemontana.

A oggi si aspetta il passaggio di competenze tra Regione e Stato. A prendere in mano il progetto esistente sarà infatti Anas, probabilmente a cavallo del nuovo anno.

Altra opera molto discussa è il completamento del Terraglio est, che da Dosson attraverserà il quartiere di Sant’Antonino per innestarsi sulla rotonda dell’ospedale, collegando così di fatto il casello del Passante a Preganziol con la Tangenziale.

L’iter di quest’ultima, nonostante i comitati di cittadini che vi si oppongono, sembra avanzare più rapidamente, essendo un’opera voluta dall’Amministrazione e dalla Regione, per cui il progetto dettagliato è già stato presentato in Conferenza di servizi.

Questi tuttavia non sono gli unici provvedimenti a favore della viabilità che vedremo nei prossimi anni. De Checchi conferma che entro la fine del quinquennio dell’Amministrazione Conte verranno realizzate, in seno al Piano triennale delle opere pubbliche, le due rotonde tanto attese in strada Ovest, quella all’altezza del ristorante Da Pino, che sarà finanziata da un privato, la Victoria Srl, società proprietaria dei terreni, e quella all’incrocio successivo.

Le due rotatorie erano già presenti nel Piano interventi presentato dalla precedente Giunta. Inoltre sono previste anche due piccole rotonde in corrispondenza dell’attuale incrocio di Fiera, su viale IV Novembre, sul quale attualmente afferiscono cinque arterie, con tempi di attesa per il verde molto lunghi.

Infine, parte integrante del Pums, il Piano urbano per la mobilità sostenibile, che è stato presentato nel maggio scorso e che ora, terminata la fase della realizzazione del quadro conoscitivo, deve essere approvato, ci sono una serie di istanze volte a promuovere le mobilità sostenibile e a razionalizzare il piano parcheggi.

Si tratta del progetto “Ciclopolitana”, una vera e propria viabilità per le biciclette che dovrebbe collegare tutta la città in maniera sicura. Già dal 2020 saranno messe in sicurezza alcune ciclabili, mentre il progetto in sé, come ha chiarito De Checchi, è modulare e avrà uno sviluppo costante nei prossimi anni.

Altro annoso problema è quello del trasporto pubblico, che fatica oggi a soddisfare i bisogni di una città in crescita. “L’assetto di linee e orari è stato migliorato nel tempo – ha commentato il vicesindaco – tuttavia ora vi è la necessità di una ridefinizione complessiva. E’ importante il coordinamento con alcuni servizi specifici, come la navetta per l’aeroporto, che sta avendo un grande successo e ha permesso di liberare la linea 6 per Quinto; inoltre vorrei che il trasporto dentro le mura fosse effettuato solo da bus elettrici di piccole dimensioni. Sarà necessaria una pianificazione generale che rimodulerà la posizione delle fermate, la frequenza delle corse e gli orari”.

A conclusione, poiché anche chi cerca parcheggio se non lo trova subito genera traffico, la razionalizzazione dei parcheggi è sicuramente un tema da affrontare: “Il progetto di Parcheggi Italia su Pattinodromo e Cantarane non ci convince fino in fondo – ha concluso De Checchi –, la nostra Amministrazione preferirebbe che il Cantarane rimanesse un parcheggio a raso, anziché un multipiano, senza variare il prezzo della sosta. Per questo è indispensabile mantenere il dialogo aperto con la società per vedere cosa è possibile mutare”.

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