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Treviso, l'Ascom in ascolto delle periferie

Il nuovo presidente dell'associazione  Federico Capraro è pronto a seguire il progetto della dottoressa Silvia Milani per portare all'attenzione aspetti delle città e delle periferie poco noti. Le prime tappe sono stte il quartiere Eden e San Liberale.

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Treviso, l'Ascom in ascolto delle periferie

Ascom-Confcommercio di Treviso si mette in viaggio per raccontare le periferie. Un progetto che nasce da un’idea della dottoressa Silvia Milani e dalla volontà del nuovo presidente Federico Capraro di uscire dal centro storico e portare all’attenzione aspetti della città poco noti.
“Il nostro obiettivo è quello di comprendere lo stato di salute delle periferie – spiega Silvia Milani – capire quali sono i problemi e portarli all’attenzione del Comune. Si tratta di un format elaborato per i quartieri, ma che potrà valere anche per i piccoli centri urbani, che ci permette di andare a sentire di persona quali sono le criticità ed elaborare una consapevolezza diversa, sensibilizzare la cittadinanza. E’ un modo per spiegare ai cittadini il valore delle attività di quartiere, affinché la promozione del negozio di vicinato non rimanga solo un’idea del corpo intermedio. Le periferie infatti sono una cartina tornasole della società e aprono una riflessione che dovrebbero fare tutti”.
Per ora l’associazione di categoria ha raccontato l’area dell’Eden, a ridosso della città, da porta Santi Quaranta all’incrocio delle Stiore, e il quartiere san Liberale, ma nelle prossime settimane il reportage proseguirà negli altri quartieri della città e poi il format si sposterà sui piccoli Comuni del mandamento trevigiano.
“Vogliamo porre l’attenzione su aspetti poco considerati – dichiara il presidente Ascom Federico Capraro –, perché di solito si parla di centri storici, ma le periferie sono in continua trasformazione e sviluppo sociale ed economico. Guardiamo ai nostri associati in un momento di ascolto per dare voce alle loro esigenze e portarle a conoscenza dell’Amministrazione. Alle volte si tratta di quartieri altamente popolati, con 4-5 mila persone residenti, quasi un Comune di piccole dimensioni. Puntare i riflettori e raccogliere le proposte significa iniziare a pianificare. La sensibilità dell’Amministrazione c’è, si è vista anche con il Cinema all’aperto nei quartieri. Noi spingiamo proprio perché vengano fatte più manifestazioni in periferia, decongestionando il centro dove spesso gli appuntamenti si sovrappongono. Alle volte ci si dimentica di angoli di città, quindi è importante portare i trevigiani nei quartieri che non attraversano da tanti anni, ricordare le attrattive e le eccellenze, come ad esempio il teatro delle Voci di San Liberale”.
In ogni quartiere, Ascom-Confcommercio ha nominato un fiduciario, una sorta di antenna associativa, che opera in stretto contatto coi colleghi della zona e l’associazione, che capta criticità e si fa interprete di proposte e informazioni utili.
Il reportage, come già accennato, inizia con la zona dell’Eden, che viene raccontato come “uno spaccato di vita trevigiana con un’economia pulsante, dove la vita sociale incrocia la storia e guarda al futuro, restituendo un quartiere vivibile, comodo, vicino al centro, con residenti attivi e propositivi, dotato di servizi e commercio, ricco di opportunità e aperto a nuovi progetti”.
All’Eden una nuova vivacità
Il primo nucleo del quartiere nasce nel 1910 con la fabbrica di ceramiche Appiani e la cittadella con le case per gli operai che vi sorse attorno, e ha vissuto negli ultimi decenni tre grandi rivoluzioni: il tribunale, che ha portato terziario, servizi e un gran numero di studi di commercialisti e avvocati, la Treviso 2, o cittadella delle Istituzioni, che ha generato un nuovo indotto e molto traffico di passaggio, e ora quella del nuovo mercato ortofrutticolo che porterà con sé anche una nuova piazza.
Fulcro dell’area è il teatro Eden, frutto di un restauro conservativo che ne ha fatto emergere l’identità, non ancora interamente restituito alla stagione di prosa.
L’ex stazione di Santi Quaranta poi, funge da punto di incrocio tra la ciclabile Treviso-Ostiglia e le piste comunali che portano verso il centro e verso la Greenway del Sile. Renzo Ghedin, presidente del mandamento di Treviso e fiduciario del quartiere, propone per il futuro della vecchia stazione la realizzazione di un punto di sosta per i turisti: “un’ opportunità turistica che potrebbe proporre un punto di ristoro per la Treviso-Ostiglia. Occorre riorganizzare le varie cubature dismesse, nella zona di viale XV luglio ne spiccano alcune attorno alla zona chiamata «Africa» (dal nome di alcune vie laterali), segno di attività artigianali ormai chiuse e non rimpiazzate”.
Tra le criticità segnalate all’Amministrazione, oltre alle cubature dismesse, anche la scarsità di parcheggi e gli alti prezzi degli affitti delle attività commerciali che per sopravvivere si stanno sempre più specializzando, soprattutto nel settore alimentare e del gusto.
S. Liberale: rigenerare gli alloggi
Qualche chilometro più in là, invece, tra gli anni ‘50 e ‘60 nasce il quartiere San Liberale, per dare una casa agli sfollati di guerra. Ora conta circa 4 mila residenti, sopratutto anziani e stranieri, con le nuove generazioni ben integrate nel tessuto sociale, mentre gli adulti, da una parte e dall’altra, faticano ad abbandonare chiusure e diffidenze.
Anche qui non mancano le attività storiche e quelle che hanno saputo rinnovarsi, cambiare forma per dare sempre nuovi servizi ai residenti.
Il quartiere ha una predisposizione allo sport, dovuta alla vicinanza dei campi da Rugby e delle piscine comunali, nonché alla presenza del campo da calcio; inoltre svolge un ruolo di appoggio per il grande polo scolastico di viale Europa.
Fiore all’occhiello della zona, il teatro delle Voci con la sua vocazione internazionale data dalla prestigiosa sala di registrazione, ma anche la volontà di aprirsi di più alla cittadinanza con spettacoli teatrali per i residenti nel quartiere.
La sfida proposta al Comune è quella della rigenerazione degli alloggi, per recuperare residenzialità e permettere così alle attività commerciali di rimanere aperte e un’attenzione particolare alla microcriminalità.

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